Le fasi della guarigione dopo lo scarto del narcisista patologico

Lo so che questo forse non è il momento però vorrei tanto che capiste che un narcisista è una specie di virus e può fare molto male a tante persone perché il male che ha fatto a me lo ha già fatto e continuerà a farlo ad altre persone, in un circolo vizioso senza fine. Perché come un virus non può sopravvivere da solo e deve cibarsi di chi lo accoglie.

Ti senti derubato, annichilito e gettato nel fango.

È così che ci sente dopo lo scarto del narcisista patologico, di solito con lo scarto inizia anche la comprensione della verità, dell’orribile verità.

Il tempo di guarigione è lunghissimo, queste sono le fasi che si attraversano:

1-la fase del trauma, ti senti spezzato, confuso, annientato, resti per ore a fissare il vuoto, a pensare che è meglio morire di questo dolore che è come una continua stilettata al cuore.

In ogni modo ti senti morire. Sentimenti di immensa tristezza e un senso di vuoto immenso.

Inizi a realizzare che la persona che hai così amato(e non è necessariamente un fidanzato, ma potrebbe essere un amico o altro, per me era un figlio) non è quella persona che credevi e che in realtà è un essere privo di cuore e di qualsiasi umana compassione.

2- fase della dissonanza cognitiva. Ora sai la verità e ogni giorno scopri cose nuove che ti feriscono sempre di più, hai un continuo senso di vomito e provi schifo per quell’essere immondo e ingannevole, che è un demonio. Eppure non riesci a crederci. Il tuo sogno di quella persona era così puro, buono ed autentico che non puoi crederci. Forse la colpa è tua, hai fatto qualcosa che ha infastidito quella persona e ti umili in ogni luogo sia privato che pubblico e chiedi perdono. Ma la sua risposta è sempre la stessa, violenta, cattiva e ti uccide. La violenza non è solo fisica, ma è anche invisibile, psicologica e poi il tuo corpo si ammala piano piano, come in un avvelenamento.

3- Lasci andare. Capisci che se non lasci andare puoi morire, se al punto numero uno volevi toglierti la vita, ora senti che il tuo corpo ti sta abbandonando, ti stai ammalando, allora per sopravvivenza inizi a pensare che devi farlo, che devi lasciare andare. Sarebbe facile distruggere ogni ricordo, ma non puoi, devi conservare tutti i documenti perché se lui attaccherà, tu dovrai difenderti. Inizi a pensare che lui vuole ridurti anche in miseria, dopo averti distrutto moralmente. Lo vedi nei tuoi incubi, il mostro, l’orco che forse fa cose terribili che non vuoi sapere, il burattino senza cuore, che distrugge tutto ciò che tocca, e gode della tua sofferenza. Lui intanto non soffre, sta già facendo il suo gioco con un’altra persona, e poi ancora con un’altra, in un circolo senza fine. Tu provi rabbia verso te stesso per esserti lasciato ingannare e sporcare di fango in un modo così ingenuo. Provi rabbia per essere caduta così in basso, provi rabbia per essere stato rifiutato così come un oggetto che non serve più.

E ricostruisci tutto ciò che hai creduto di vivere con quella persona, pensavi che fosse una cosa speciale, invece era tutto uno schifo.

Ma tu ami la chiarezza e la verità e devi sapere, ricostruire tutto. E di nuovo provi senso di vomito, schifo e un dolore lancinante al cuore. Perché il tuo cuore è vivo e ama troppo, ha amato troppo quell’essere e ha smesso di amare se stesso.

E provi schifo e vergogna per aver dato fiducia a quell’essere immondo e per avergli regalato l’amore più puro e sacro che avevi e che dovevi a te stesso.

Provi vergogna per aver creduto a quello che era solo un sogno…. l’essere che credevi puro buono e onesto non è mai esistito.

E ti senti che vali niente se hai dato fede ad un sogno tanto ingenuo quanto stupido.

E provi vergogna per l’amore che hai dato, provi vergogna perché non sei stato riamato. Provi profonda vergogna. Per te, per la tua debolezza, la tua ingenuità e vergogna per lui, per la sua crudeltà e la sua non compassione.

E il mostro ti accusa anche di stalking, che lo hai inseguito… come posso avere inseguito un mostro del genere. Ma chi lo vuole un mostro che ti divora l’anima?

Chi lo vuole? Fa schifo. Fa vomitare. Tutto in lui è sporco e immondo.

Tu non sei come lui.

Allora capisci che hai avuto una dipendenza affettiva e capisci che vuoi guarire.

4-Impari ad amare te stesso e a trovare pace in te. Impari a credere in te e a darti quel valore che prima cercavi negli altri.

Ma quanto tempo ci vuole?

Intanto ricadi e poi ti rialzi e poi cadi e poi la tristezza non ti lascia più e ti sembra di camminare in un lungo tunnel nero e sei solo.

Il nostro cammino dopo la dipendenza affettiva e il narcisismo patologico

Abbiamo amato persone che non meritavano. Avremmo dato tutto per loro. Glielo abbiamo dato, liberamente e gratuitamente. Probabilmente sono state le persone che abbiamo amato di più nella nostra esistenza, e non vivremo mai più un amore così pieno e devoto e compassionevole. Essi non hanno saputo o potuto vedere la qualità del nostro amore, l’hanno usata e disprezzata, ma dobbiamo sapere che non è colpa nostra, della nostra qualità d’amore, non è colpa nostra. Non possiamo guarire chi non vuole e l’amore non basta. Io li perdono. Nel senso che non ho più tristezza o amarezza verso di loro. Sto in pace. Qui nel mio cammino. Le nostre strade si sono divise per sempre.

Non ci hanno ucciso. Anche se in certi momenti siamo stati così vicini al vuoto…

Ci hanno rinforzato nella nostra determinazione ad andare verso la Luce e alla Verità.

Ora che sappiamo abbiamo più strumenti per riconoscere il male e scegliere la nostra strada di Luce per collegare il nostro amore a quello del Tutto.

Ti ho perdonato

Ti ho perdonato e ti auguro ogni bene. Ma ora ho il dovere di pensare al mio bene. Io scelgo il bene, la verità e la luce. Per questo ti perdono e chiedo ho chiesto perdono io pure per aver contribuito a creare in me e negli altri una disarmonia.

Il potere della verità

Se vivi nel cuore della verità, non devi aver paura di perderti o di perdere qualcosa o qualcuno. Se vivi nel cuore della verità hai intrapreso un cammino di luce. Solo la verità conta. Segui il cuore della verità. Ti porterà alla libertà.

Verso la Libertà

Piano piano sto ricomponendo i frammenti del puzzle… e la verità sta emergendo sempre più. Ero talmente indebolita da non riuscire a connettere. Sono stata scartata, sottoposta al trattamento del silenzio, sono stata ferita, psicologicamente, quasi a morte, tanto da pensare che il suicidio fosse preferibile a quella morte lenta che mi è stata imposta con il disprezzo e il crudele gioco dello scarto, ho subito l’hoovering maligno, ho avuto calunnie e minacce…Ma sto lentamente emergendo da quella condizione di soffocamento in cui mi hanno scartato. E non era la prima volta, ma la terza. Sto aprendo gli occhi grazie alla conoscenza e presto tutti i pezzettini del puzzle andranno a posto e vedrò la verità e avrà inizio la Libertà.

A costo di molto dolore…

Ma sto andando verso la Libertà

Lo scarabeo va Oltre :)

scarabeo

Non abbiamo mai voluto assumerci la responsabilità di indagare dove sia la verità. Non guardiamo mai oltre la superficie. Se qualcosa è duro in superficie, lo pestiamo, così ci ritroviamo nello sterco.

Anne Wilson Schaef

Consideriamo la vita di un insetto come lo scarabeo stercorario, esso trasporta pallottole di sterco in un nascondiglio per usarle come riserva di cibo o come protezione delle uova. Il suo lavoro  di movimentare dello sterco è pesante e umiliante e grandioso allo stesso tempo. Infatti esso è l’unico animale al mondo capace di orientarsi con la via Lattea. Non è straordinario?

Da recenti studi in Sud Africa pare che  questo insetto prenda come punto di riferimento per i suoi spostamenti la brillante striscia luminosa generata dalla via Lattea, muovendosi lungo la linea corrispondente, e se incontra un ostacolo, cerca di superarlo scavalcandolo, senza cambiare direzione.

Impariamo a guardare Oltre come lo scarabeo stercorario 🙂

(foto di Debbie Dejager)

Piccole meschinità natalizie

Qualche anno fa ebbi la possibilità di fare un pranzo di natale accogliendo sia la mia famiglia che quella di mio marito. Stavamo traslocando nella casa nuova e la sala era ancora completamente vuota e poteva ospitare un tavolone di 24 persone. Inizialmente il mio invito fu ben accolto, ma non appena fu chiaro che avrei invitato anche la mia famiglia e alcuni cari zii, una cognata respinse l’invito adducendo il motivo che il Natale per lei era una cosa molto riservata e intima, destinata ad accogliere solo i propri cari, e che sarebbe stata alquanto in imbarazzo in presenza di un mio zio gravemente malato. A questo punto arrivò la contro offerta, di andare io e mio marito a casa di questa cognata il giorno di natale, purtroppo io avevo già inoltrato l’invito al resto della compagnia ed era stato accettato, così d’accordo con mio marito rifiutammo. La cosa mi fu fatta molto pesare, come una specie di tradimento, e alla fine io dovetti scusarmi per la mia mancanza di sensibilità davanti al senso intimo del natale di questa cognata.

La prima lezione che ho imparato da meschina situazione è stata di non organizzare mai più pranzi o feste in occasione del Natale, avendo ben capito che ogni mio invito sarebbe stato considerato una mancanza di sensibilità. Così lascio ora che siano gli altri a decidere ogni cosa, regali compresi per i nipoti, e cerco di essere il più sorridente possibile allo scopo di renderli felici e per non rovinare in alcun modo lo spirito intimo del loro Natale.

La seconda lezione che ho imparato è che non bisogna mai fare cose non espressamente richieste, e che spesso credendo di fare il bene si compie il male.

Tralascio di parlare della calza della befana… altro tasto dolente…

Ma la verità è che io mi sento tanto meschina e insensibile …

Risposte impossibili

Risposte impossibili.

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Questo post nasce dal confronto con quanto scritto da Vittorio in https://ordineecaos2.wordpress.com/2016/11/25/30-day-writing-challenge-giorno-2/

e dalla considerazione di quanto sia più facile ricordare le cose tristi che quelle felici e in particolar modo le frasi che non possiamo dimenticare sono proprio quelle che ci hanno ferito e che in qualche modo ci hanno costretto al confronto con noi stessi e a crescere nostro malgrado.

Non perché quelle frasi fossero in assoluto vere ma perché in quel momento le persone che ce le hanno detto si sono tolte le maschere e hanno espresso sinceramente ciò che pensavano di noi, senza il filtro dell’educazione, fuori dalle convenzioni sociali.

Ecco io ora vorrei riportare le tre frasi che più mi hanno colpito nella mia vita , alle quali sul momento, a caldo, non seppi e non volli rispondere, oggi voglio provare a tirare fuori quelle risposte che allora non diedi, consapevole tuttavia che resteranno  risposte impossibili in quanto non giungeranno mai ai reali destinatari  e che neppure ha più alcun senso che essi le ricevano. Ma avrò fatto chiarezza con me stessa. Finalmente io ho le risposte.

La frase più recente che mi ha fatto male è stata questa, l’ho ricevuta da un amico che io consideravo come un figlio

grazie, sei molto gentile” frase apparentemente cordiale, ma inserita in un contesto di totale incoerenza e contraddizione con un precedente pensiero dalla stessa persona da cui ero appena stata definita una scocciatrice seriale.

la mia risposta che non ho potuto dare è questa : purtroppo sì, sono talmente gentile che accetto  il tuo giudizio senza difendermi, sono così gentile da essere una totale idiota.

Come cambia il concetto di amicizia a seconda dei punti di vista, come si fa presto a diventare gentile e subito dopo scocciatrice seriale e viceversa.

Sai come vorrei rispondere a questa persona con tutta la tristezza che ho dentro e che non so nemmeno quando andrà via?

Mi dispiace che non hai avuto il piacere di conoscermi veramente e che sei rimasto in superficie.

Per me l’amicizia significa dare fiducia e affidarsi all’altro, un atto di fede.

E se tu caro amico non hai fiducia in me, allora che amicizia è?


La seguente frase fu pronunciata dal mio datore di lavoro una decina di anni fa:

come operaia sarai anche brava, ma come persona vali zero”

Parole di cui il mio datore di lavoro neppure si ricorda, dette per umiliare e ferire riferite ad una situazione da cui in seguito i fatti mi diedero ragione. Risposi con il lavoro e niente altro.

Aspettai che il tempo facesse il suo corso e la verità di me tornasse limpida.

Questa frase ebbe il potere di mettermi totalmente in discussione, d’un tratto mi resi conto che gli altri di me avevano un’opinione completamente diversa da quello che io mi figuravo, ebbi un profondo senso di scollamento dalla realtà, io vivevo in un mio mondo ideali di sogni e la percezione che gli altri avevano di me era completamente falsata.

Iniziò una fase depressiva molto lunga, in cui misi in dubbio la mia capacità di essere umano a tal punto da decidere di non avere figli, per non rischiare di essere una madre che non valeva nulla…

ecco come vorrei rispondere ora:

caro datore di lavoro sul lavoro non sei per niente brillante e dovresti imparare l’arte della diplomazia e le leggi dell’educazione, e nella vita ti auguro di essere una splendida persona con la tua famiglia


la terza frase invece mi fu detta da mio zio Fausto 27 anni

tu sei vuota”

Non si trattava di una frase cattiva, in realtà Fausto intendeva esortarmi ad andare incontro alla vita e agli altri, ad aprirmi a conoscere gli altri perché ero una ragazza sensibile ma molto chiusa e isolata con i muri dentro all’anima. Se mi guardavo dentro onestamente sapevo che era la verità, che davvero ero vuota e che dovevo trovare il coraggio di prendere il volo, di iniziare il mio viaggio. Confesso che non seppi più come rispondergli, lui viveva immerso nella realtà e viveva sulla pelle situazioni estreme, (la vita e la morte nelle favelas del nord est brasiliano), io invece avevo un lavoro tranquillo, una famiglia che mi copriva le spalle, io non avevo coraggio di andare oltre e verso il mio vero Io. E così interruppi il dialogo con mio zio, che soltanto lo scorso inverno ho ripreso come alcuni di voi sanno.

É molto triste non sentirsi all’altezza degli Altri, non rispondere alle aspettative degli altri, di non sentirsi per esempio una buona figlia, o una buona moglie, o una buona madre che non mi sono data la possibilità di essere, etc etc

la mia risposta di oggi è il cammino che a fatica ho deciso di intraprendere:

fa niente se non sono all’altezza, fa niente se non sono all’altezza delle mie aspirazioni o dei miei sogni, fa niente ma non rinuncio al viaggio verso me stessa…o meglio incontro me stessa

perché la domanda più difficile a cui rispondere è questa dove ti sei nascosta, Phlomis-Volpinablu, Antonella???

Chi sei tu?

La verità ultima

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

Forse la verità ultima circa la verità è l’amore.

Un qualcosa che ti fa relativizzare aspetti particolari, accidentali e ti induce a ricercare la verità ultima, quella di prospettiva, che è oltre i nostri piccoli orizzonti.

L’amore non c’impone di accettarci al di là di tutto, perché la persona viene prima di tutto?

La verità è in funzione della persona non viceversa?

Fausto A. Marinetti da Ai confini di Dio

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