Sterilità

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Ho riempito la mia vita di inutile vuoto,

viaggi senza senso,

collezioni d’impolverati oggetti,

inefficaci fiori,

sterili desideri,

inesistenti amori,

per non affrontare l’insostenibile Tutto.

(foto di Hans)

§§§

Infertility

I filled my life with useless empty,
senseless journeys,
collections of dusty objects,
ineffective flowers,
barren desires,
nonexistent loves,
for not addressing the unsustainable Everything.

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Sarindi Liebster Award

award

 

Ringrazio Sarindi

https://frammentidiemozioni.wordpress.com/

per avermi nominato per questo liebster award che io ho rinominato Sarindi Award.

Il Liebster Award è un premio di promozione di blog meno noti, con un numero di followers inferiore a 200, io ne approfitto per far conoscere a mia volta altri blog interessanti.

Consegno dunque con piacere il liebster award a

https://semidapiantare.wordpress.com/ e la sua profonda e intima religiosità

https://milesweetdiary.wordpress.com/ e la sua delicata passione per la cucina

https://carlartestyle.com/ e il suo universo colorato di bellezza

https://sosdonne.wordpress.com/ madre e figlia, parole e disegni

https://nelmondodelgiardinaggio.wordpress.com/ il suo amore per la natura e la vita

Le regole, stavolta, sono diverse:
1- Ringraziare il blog che vi ha nominato.
2- Riportare il logo .
3- Dichiarare 11 cose sulla propria persona
4- Nominare  altri cinque blog con meno di 200 followers e comunicar loro, la nomination

§

Sarindi mi sollecita a raccontare 11 cose di me e vorrei farlo attraverso il breve resoconto di 11 viaggi importanti della mia vita

1 la mia nascita ovviamente… sono volata in dono a mia madre Dina e a mio padre Noè a Milano all’ospedale Principessa Iolanda, il 4 luglio del 1968, in una notte di temporale

2 nei primi anni di vita mia soggiornavo spesso in Romagna presso i nonni materni e gli zii per curare la mia inappetenza dovuta alla lieve anemia mediterranea, di questo periodo ricordo l’affetto e il senso di protezione di cui tutti mi circondavano.

3 la fine della mia infanzia coincise con un viaggio di trasferimento della mia famiglia da Milano a Forlì in Romagna

4 una breve vacanza a Rimini dove incontrai una persona che fu per me molto significativa per acquisire consapevolezza di me

5 un viaggio sulle dolomiti in tenda con il mio primo ragazzo

6 nel 1991 io e i miei genitori e mio fratello ci trasferimmo da Forlì sulle vicine colline, in campagna, una scelta molto felice

7 l’11 maggio 1989 fui assunta a tempo indeterminato in un laboratorio fotografico, dove ancora attualmente lavoro, un lungo viaggio che forse sta per giungere al termine

8 il mio primo viaggio aereo da sola, pagato con il mio stipendio, in Finlandia da un’amica di penna conosciuta alle medie attraverso un sistema di corrispondenza, allora per praticare l’inglese si usava scrivere tra amici di nazionalità diverse delle vere e proprie  lettere vere di carta…, come suona strano ora nell’era digitale parlare di lettere cartacee…

9 due viaggi in spagna, uno con amici per un corso di perfezionamento di spagnolo a Salamanca, tra questi amici vi era colui che sarebbe diventato da lì a 2 anni mio marito, e in seguito il nostro viaggio di nozze in Andalusia

10 i viaggi in Brasile e la scoperta di un paese completamente diverso dal nostro con le sue luci e le sue ombre, ma soprattutto con la sua contagiosa voglia di vivere e di essere felice

11 i viaggi in penisola sorrentina dove abbiamo carissimi amici

(12 ma questo è ancora un progetto a venire… la Sicilia)

 

 

 

 

 

 

 

incontro con il bradipo, in Brasile.

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Tante volte la lingua brasiliana mi fa sorridere per le sue parole a volte così infantili ingenue e istintive, come questa il bicho preguiça, ovvero l’animale lentezza, cioè il bradipo, rende bene l’anima di questo animale, ma si dice anche di persona, prediguiçosa quando è pigra e oziosa, oppure anche di un fiume il cui corso è molto lento.

Nel 2006 ci trovavamo a porto de Galinhas, (le galline erano gli schiavi che provenivano dall’Angola ), nel mare vi sono magnifiche piscine naturali e piccole barchine con vele colorate ti accompagnano laggiù, a 70 km da qui si trova la cascata Urubu nel villaggio Primavera, un parco naturale al cui interno vi è una cascata, un ristorante e una specie di fattoria didattica, con diversi animali come l’ armadillo, il capibara, il lagarto, molti saguì, piccole scimmiette, e il bicho preguiça. Così il signore del ristorante ci mostrò prima un falco ferito che stava curando e … poi ci mise in braccio un bradipo con nostra grande sorpresa.

L’ abbraccio di questo animale, nonostante le sue impressionanti unghie, è avvolgente e sembra di tenere in braccio un bambino, le sue zampe ti abbracciano e ti si aggrappa, è un animale indifeso e tranquillo, il suo simpatico musetto sembra sorridere, il suo pelo però non è affatto morbido ma è ispido e infeltrito. in natura è difficile vederli, sono molto riservati. nello stato del Minas Gerais, dove vorrei andare, vivono anche nei parchi della città, ma sono molto delicati specie i piccolini se restano orfani.In questo parco ce ne erano tre, probabilmente nati in cattività o catturati, lo so che questo è sbagliato però erano tranquilli come se fosse la cosa più normale arrampicarsi sugli ombrelloni e sui tavolini. Per noi questo incontro fu comunque molto bello e fortunato perchè finora non ci è più ricapitato di tenere in braccio un bradipo. Nel 2008 eravamo ad Ilheus, Bahia, Ilheus è la capitale del cacao e l’aria profuma di cacao. Andammo a visitare una riserva zoobotanica statale, il Ceplac, sull’autobus incontrammo un dipendente che ci fece entrare nonostante fosse chiuso al pubblico, a pranzo poi ci fermammo con lui nella mensa. Vi era anche un rettilario con centro dei veleni, visitammo la piantagione di cacao con piccola fabbrica di cioccolato, i semi del cacao separati dalla massa bianca e gelatinosa fermentano 8gg in un grande cassone di legno, poi vengono stesi ad essicare al sole su letti di legno richiudibili in caso di pioggia, in seguito vengono stoccati in sacchi di iuta da 60 kg, prezzo 4 reais al kg, e conservati in magazzini in legno in cui l’umidità si mantiene costante. Abbiamo assaggiato anche il frutto fresco e bevuto il succo della massa biancastra, è dolciastro. Ci vollero regalare uno dei frutti più grandi che avevano e lo portammo in Italia. Quel giorno era capitata in visita una famiglia dalla Rondonia con tre figli, il padre era funzionario del centro Ceplac a Vila Velha, e così aveva approffittato della vacanza al mare per visitare i colleghi di Ilheus, ci regalarono un sacchetto di noci macadamia, dopo la visita partirono per la Rondonia in fuoristrada, un viaggio di più di 3000km. La cosa più bella di questa visita però fu l’incontro con la biologa Vera de Oliveira, detta Verinha, tutta una vita spesa per la cura dei bradipi feriti o rimasti orfani, il suo lavoro non ha orari. Vera dirige un centro recupero di scimmie e bradipi da reintrodurre in natura. Le chiedemmo se potevamo vederli da vicino, lei ci spiegò che essendo animali feriti o malati per loro sarebbe stato uno stress avvicinarvisi troppo . Restammo a guardarli da fuori della grande gabbia, ma poi Verinha capì il nostro amore e andò a prenderci dalla culla, un cestino ricoperto di foglie, un piccolino di bradipo di 8 gg, che tenerezza!, non dimenticherò mai lo sguardo d’amore di Verinha per questo essere così delicato e neppure dimenticherò come il piccolino la guardava davvero come se lei fosse stata la sua mamma, lei gli diede un bacino e il piccolino allungò la zampina verso di lei. Questo incontro valse tutto il viaggio!

Ilha Grande, RJ, Brasil, 2010

2010, Ilha Grande, stato di rio de Janeiro, un’isola con bellissime spiagge selvagge e una rigogliosa foresta atlantica dove vive una specie particolare di scimmia urlatrice, non riuscimmo a vederla ma ne potemmo udire i richiami.

Vila do Abraao con il suo porto è la zona più turistica dell’isola ma resta comunque tranquilla, dal porto partono gite in barca oppure per gli amanti del trekking non mancano i sentieri, è proibito il transito alle auto.

Questa volta la nostra pousada è veramente di buon livello gestita da un brasiliano di origine tedesca, Marcus. E’ un gigante buono, lunghi capelli biondi raccolti in una coda,un buon camminatore, classico bevitore di birra, sembra uscito dall’oktoberfest , è un gestore perfetto, disponibile e assente nel senso che ci lascia piena libertà di andare e venire a tutte le ore. Al nostro arrivo al porto lui è là ad accoglierci e al ritorno insiste per accompagnarci.

La pousada si trova in una zona silenziosa di Vila do Abrao, è accogliente, stile country ma elegante, un posto in cui riposarsi con amache colorate appese in cui oziare, un giardino ben tenuto, a colazione arrivavano le scimmiette sagui a prenderci dalle mani una fettina di banana, e tanti uccellini tra cui lo splendido tio do sangre, un uccellino di un rosso brillante, e gli immancabili colibri, c’è anche una gatta senza una zampina che allatta i suoi gattini nel patio della colazione e ci chiama per mostrarceli orgogliosa. Marcus ci racconta che la gatta probabilmente deve aver subito un attacco da un jaguaritica e un giorno se le è vista arrivare dalla foresta e accasarsi qui.

Il seondo mattino della nostra permanenza a colazione si siede accanto al nostro tavolo un tipo strano, io l’avevo già notato il giorno precedente per le vie del paese con un taccuino in mano a chiedere informazioni e prenderne nota. Anche a colazione ha con sè l’immancabile moleskine nera, è di carnagione molto chiara, alto, con occhiali e come lui stesso ci dice in un buon italiano è americano dello stato del Vermont, “scusate, attacca discorso, ma ho sentito che siete italiani, mi piace tanto sentir parlare in italiano”, si presenta, è Gregor Clark, un nome quasi da attore americano anni 60, poi ci confida abbassando la voce (ma io l’avevo già capito) di essere un giornalista della Lonely Planet, io sto quasi per inginocchiarmi al suo cospetto perchè a casa tengo la guida della lonely planet del brasile sul mio comodino, è la mia Bibbia! Lui ha viaggiato in Italia per lavoro, doveva scrivere due pezzi per la Lonely uno sulla Sicilia e l’altro sull’Emilia Romagna in un mese di tempo, ebbene ci confessa di essere rimasto talmente affascinato dalla Sicilia da trascorrervi la maggior parte del tempo, destinando all’Emilia Romagna gli ultimi giorni realizzando così un pessimo servizio. Io naturalemte lo invito a tornare in Romagna come nostro ospite, abbiamo alcuni contatti con la delegazione del touring club di Cesena che potrebbe essergli utile. Verso sera lo incontriamo sul lungomare a prendere appunti sui trasferimenti Ilha Grande- Rio, ci dice che ha dormito tutto il pomeriggio, il suo viso è arrossato, forse ha preso troppo sole oppure ha bevuto troppa birra, ora chiede a noi cosa c’è da vedere, cosa abbiamo fatto noi, quali itinerari gli potremmo consigliare…, bhè noi abbiamo attraversato l’isola a piedi e camminato 7 ore mentre lui si è riposato e questa notte andrà a cenare in uno dei locali più cari dell’isola, mentre noi mangeremo pescado frito e macaxeira! sai cos’è la macaxeira o l’ aipim? é tapioca fritta simile alle patatine ma molto più gustosa, io l’adoro ma non si trova sempre in tutti i ristoranti. Quando chiedo aipim o macaxeira il cameriere mi guarda con un misto di approvazione e di ammirazione come a dire tu sai cosa è! oramai aspiro a diventare di diritto un poco brasiliana anche io!

Tra i negozietti sul lungomare uno attira la nostra attenzione, a parte le solite cose vi sono piccoli oggetti in vetro fatti a mano e oggetti di fattura india. Il proprietario Juan Carlos Navarro è un argentino venuto a cercar fortuna in Brasile, a causa della crisi economica, ci spiega che è meglio avere una capanna in Brasile piuttosto che il più lussuoso appartamento a Buenos Aires, ci dice che gli oggetti in vetro sono di sua produzione mentre gli oggetti indios provengono dal villaggio di Paraty Mirim, si mostra sorpreso quando gli raccontiamo che noi ci siamo stati e che abbiamo conosciuto il capovillaggio Trapiche, un vecchino piccolino molto saggio. Ci mostra i suoi quadri ma sono poco più che croste con colori molto forti, ci fa vedere le foto dei suoi lavori con aerografo su auto e moto, e poi tira fuori il catalogo delle sue opere di body painting, all’inizio io sono prevenuta, ma in esse non vi è nulla di volgare, lui è davvero un grande e fine artista di body painting. Restiamo colpiti dalla sua rappresentazione della maternità, da come parla della modella, capiamo che deve trattarsi di una donna da lui amata, dice non fermatevi a guardare il suo corpo imperfetto, è una donna che ha avuto 4 gravidanze, e infatti questo noi non lo vediamo, vediamo il senso di ciò che lui ha raffigurato, cioè proprio il senso più intimo della maternità, il suo mistero e la sua bellezza. Torniamo ogni sera a parlare con lui, è una persona molto interessante, ci affascina con i suoi racconti, ha 4 figli, ha lavorato fin da giovanissimo sulla costa crociera così ha potuto viaggiare il mondo in Europa e in Oriente, ovviamente una fidanzata in ogni porto, ora ha tanti progetti ed uno di questo è di navigare su una casa galleggiante sul Rio delle Amazzoni, sognamo che un giorno lo realizzeremo insieme a lui, chissà…

Le galline di Markus a Praia do Pipa, (Rio Grande do Norte, Brasil), marzo 2006.

Praia do Pipa nel Rio Grande do Norte è terra rossa e rocce nere e mare verde, è selvaggia e forte. La cittadina è lunga e stretta, costruita in modo veloce e disordinato, in pochi anni Pipa è diventata un centro turistico importante e la gente del luogo è impazzita, da non avere che modeste capanne di pescatori ora quelle stesse capanne sono diventate case e oggetto di speculazione in vista di un soldo facile. Ma a parte il paese caotico, la bellezza del luogo è innegabile, è meta di surfisti per le onde straordinarie. Arrivare a Pipa da sud non è facile, perchè gli autobus di linea passano lontano dalla costa e quindi occorre arrivare al paese più vicino sulla statale e poi da qui prendere un minivan o un taxi collettivo, un’altra mezzoretta. L’arrivo a Pipa è un poco terrificante, c’è un sacco di gente che va e viene ai minivan e agli autobus che provengono da Natal, venditori ambulanti di pannocchie di mais e di formaggio infilanzato su un bastoncino e cotto al momento sulla carbonella e carellinii mobili di gelato. Non abbiamo prenotato alcuna pousada, Pipa è carissima per gli alloggi, io aspetto alla fermata con le valigie mentre mio marito cerca una sistemazione ad un prezzo giusto. Torna a prendermi con una ford Ka rossa insieme al gestore della pousada Kalunga, che è aperta da poco, noi staremo in una piccola dependance ma il costo è della metà rispetto alla camera regolare, bene! Il fatto è che non appena cambio gli euro io mi metto a pensare in reais, non che voglia risparmiare però inizio a pensare in reais e così penso questo è caro e questo no! Poco dopo di noi arriva una coppia di argentini sui 30 anni e si sistemano in una camera per 100 reais mentre noi per la metà, gli argentini sono più ricchi degli italiani? Io penso che con quei 50 reais risparmiati  posso anche cenare e fare una merenda! Comunque la nostra sistemazione è buona, vista diretta sulla piscina! Il gestore della pousada si chiama Markus, ed è un amico di fiducia del proprietario, il campione di surf Kalunga, che per il momento è assente, è sempre via ad inseguire le onde. Markus aiuta in tutto Kalunga più per passione che per lavoro, è un signore alto, un gigante, una cinquantina d’anni, al secondo matrimonio, pelle un poco giallastra, occhiali, è appassionato di cucina, è cuoco autista giardiniere tuttofare in pousada. Giusto all’ora del tramonto, 17e 30, scendiamo verso la spiaggia per lo stretto sentiero di terra rossa dall’alto della falesia fino al mare, l’acqua è caldissima e io mi lascio andare ad un bagno rigenerante e totale con le onde che mi ricaricano di energia. Ma la notte inizia a piovere e il mattino il tempo non promette nulla di buono, mi rifaccio con la colazione, tanto di cappello al gestore tuttofare, c’è di tutto frutta torte queijo e presunto e succhi freschi e le scimmiette sagui fanno capolino dagli alberi e prendono il cibo dalle nostre mani. Passeggiamo per le spiagge vicine, tra rocce vulcaniche nere e terra rossa, il contrasto è molto acceso e il verde del mare è tagliente. E’ il momento della bassa marea, con l’alta marea tutto muterà, cambiando fisionomia. Le nuvole si addensano rapidamente ed inizia a piovere, dalle alte rocce nere cadono torrentelli di acqua colorata nera e rossa. Tornati nel pomeriggio alla camera ci prepariamo ad uscire, appena cessato il forte temporale, ma va via la corrente e Pipa sarà completamente al buio per un’oretta, noi abbiamo la nostra pila a manovella così usciamo ugualmente, ristoranti bar e supermercati si sono attrezzati con candele, è un poco suggestivo! La nostra pousada si trova alla fine del paese e la passeggiata in centro è lunga specialmente quando si ha fame e non si trova un ristorante che accetta la visa. Di notte ricomincia a piovere, sono le piogge tropicali che mi fanno paura, la camera si allaga, ma al mattino come promesso da Markus il tempo si rischiara. Il tavolo della colazione sembra il tavolo dei giganti oppure siamo noi ad essere dei nanetti perchè è molto alto, creato e fatto su misura e a misura del buon Markus, ci ritroviamo insieme ai due argentini, Ezechiele e Carolina, parliamo sul da farsi per la giornata, qui interviene Markus che convoca un buggueiro e la gita è pronta, andiamo a sud di Pipa, Markus si raccomanda di fermarci al ritorno all’azienda di pescicoltura per comprare i gamberi, avrà il piacere di cucinarli per noi! Con il favore della bassa marea il buggy corre sulla battigia costeggiando falesie rosse d’un tratto interrotte da fasce di sabbia completamente bianca o sale e pepe tra le rocce nere, attraversiamo con la balsa il rio Catu, attraversiamo la mata estrela, sostiamo per un bagno alla lagoa Coca cola, così chiamata a causa del colore scuro delle sue acque per la presenza di ferro, e poi di nuovo in buggy fino alla frontiera del Rio grande do Norte con il Paraiba, un fiume fa da frontiera, lasciato il buggy con una barchina risaliamo il fiume fino ad una zona di argilla con cui ci ricopriamo viso e corpo, incontriamo altre barchine con altri esseri umani ricoperti d’argilla da capo a piedi, è divertente, la teniamo finchè non si asciuga poi ci laviamo nel fiume, si ritorna a Pipa ma prima ci fermiamo alla fazenda per comprare i gamberi, in una vasca ci sono anche due piccoli jacarè, in un recinto due tatù, cioè gli armadilli, che lasciati liberi corrono velocissimi, i brasiliani se ne cibano, cosa è che non mangiano? in  un altro recinto ci sono cavalli e struzzi, e nelle vasche granchi giganti blu e gamberi che saltano come cavallette nella nostra rete, ne compriamo 2kg per meno di 15 euro. Markus ci aspetta in cucina per prepararci la cena, io mi offro di fargli da assistente, è il minimo! Lui li salta in padella aglio e olio! I due kg gamberi sono pronti con una gustosa salsina rosa e con arroz branco,ci sono 2 kg di gamberi sul tavolo per noi 4, io mio marito e i due argentini. Carolina continua a ripetere ah que rico! ah que delicia! ( mentre in brasiliano si dice gostoso!), Ezechiele mangia senza parlare, noi mangiamo, eh sono proprio buoni e freschi, ottimo cuoco Markus! Markus non c’è, ci ha lasciato da soli con i gamberi e dopo poco i gamberi sono finiti, 2 Kg!  ecco che ricompare Markus, ” come va, tà gostoso?, vorrei tenerne da parte un piatto per assaggio a Kalunga e al suo ospite” d’un tratto noi quattro arrossiamo di colpo, sono rimasti solo la salsina e il riso bianco mentre la pentola coi gamberi è vuota! Che figura! Markus ci presenta il proprietario e surfista Kalunga, è appena tornato da un mese di allenamento sull’isola Fernando do Noronha e con lui è venuto un amico, un altro campione di surf, nativo di Noronha e questa è la prima volta che ha lasciato la sua isola e ha incontato quattro stranieri mangiatori di gamberi! Chissà quanto devono sembrargli strani questi due italiani e gli altri due argentini! Kalunga e l’amico sono di passaggio, partono subito per Natal. Continuamo la serata con Markus che ci prepara anche un succo fresco di cajà, mio marito ci filma mentre parliamo in un misto di brasiliano argentino e italiano, Markus è una persona colta e ha viaggiato molto in Brasile, parliamo come sempre di tutto politica sanità religione scuola e delle differenze tra Argentina Italia e Brasile, cerchiamo di scusarci ancora per i gamberi ma Markus sorride e ci invita per domani a pranzo. Il mattino seguente, digeriti perfettamente i gamberi, e senza esserci fatta mancare una ricca colazione, accompagnamo Markus al mercato a comprare le galline, due povere magre galline spennacchiate vive. Markus dice che il suo piatto preferito è carne di maiale bella unta e grassa coi fagioli neri ma anche la gallina è gostosa, bene oggi a pranzo ci sarà gallina almeno non è cotica di maiale! Comunque io informo Markus che mangerò formaggio perchè a parte il pesce non mangio carne e Markus ma che dici la gallina non è carne, è pollo! Io ribadisco che in ogni modo io non mangio neppure pollo. Markus sta meditando la vendetta per i gamberi sbaffati via! E così io mangio formaggio mentre i miei compagni mangiano le due povere galline spelacchiate uccise e cucinate da Markus, l’argentina dice ah que rico ma come l’hai preparato? Bhè le ho uccise e ne ho scolato il sangue e le ho cotte piano piano nel loro stesso sangue, gostoso neh? io ho visto impallidire i miei compagni e quando Markus ha chiesto gentilmente se ne volevano ancora loro hanno risposto di no! Markus è stato un ospite perfetto, alla nostra partenza (con la lauta mancia di 10 euro per la cena e tutto il resto!) ci accompagna pure in auto alla stazione degli autobus, torniamo a Natal direttamente in aereoporto per il volo del pomeriggio per l’Italia. In questa occasione l’autobus a circa un ‘ora da Natal e tre ore dalla partenza del volo si blocca in mezzo alla statale per un guasto,( panico, questo imprevisto non ci voleva), tutti i passeggeri e i loro bagagli sono invitati a scendere e aspettare un autobus di ricambio che in meno di mezz’ora ci viene a prendere e ci conduce in orario all’aereoporto. (i nostri amici argentini li riincontreremo qualche anno dopo in un altra vacanza nello stato di Rio, appena scesi dal traghetto sull’isola di Ilha Grande, ci sentiremo chiamare oi Lucas i Antonela ed erano Carolina e Ezechiele, increible!)

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