Quando

Quando si decide di andare incontro a se stessi, non si sbaglia mai…

La mia nuova me stessa mi sta aspettando!

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Ioinviaggio

Ho viaggiato il mondo. Ho incontrato persone, culture diverse. Ho visto città, fiumi, fiori, alberi, insetti…

Ancora altri viaggi mi aspettano nella mia vita, saranno piccoli e grandi, ubbiderò alla mia strada, ma ora ho accettato il fatto che il viaggio più sognato mai più compierò, quello incontro a te, perché il tempo va solo in una direzione e indietro non può tornare.

5-Arrivo alla stazione di Seui (trenino verde)

Purtroppo il mio viaggio sul trenino verde, linea Arbatax- Mandas, si è concluso a Seui, da cui ho fatto il viaggio di ritorno fino ad Arbatax. Sarebbe interessante avere più tempo e suddividere il viaggio a tappe per gustare i sapori e i profumi di questa Sardegna meno conosciuta.

I paesaggi sono mozzafiato con passaggi su spettacolari ponti.

La stazione di Seui è tra le più importanti della linea, il tratto per raggiungerla deve essere risultato come il più impegnativo per i costruttori della ferrovia. La quota è intorno agli 800 metri e si attraversano lunghe gallerie su arditi ponti, tra questi il ponte di San Gerolamo con una travata metallica lunga 50 metri sospeso ad una altezza di 40 metri mentre la natura circostante diventa aspra e selvaggia.

per info:

http://www.treninoverde.com/

Il fuoco dell’addio

fuoco-delladdio

Quando si sigilla il coperchio a fuoco

è quello il momento dell’addio

allora si esce nel corridoio o all’esterno

in attesa dell’ultimo viaggio del feretro,

si piange ancora, si consola ancora,

io rimango dentro a guardare il fuoco

che sigilla per sempre l’ addio

Buona notte

Quell’ultima volta io avrei dovuto trovare il coraggio di telefonarti. Perdonami se non l’ho trovato. Perdonami se mai lo troverò. Per rispetto di te e per pudore di ciò che sento.

Ti voglio comunque sempre del Bene.

E non importa tutto il resto, le aspettative e la delusione.

Niente importa.

Il mio pensiero di Bene ti accompagnerà nel tuo viaggio.

Buona notte, tenera rosa, tenera stella.

Poesie per un Figlio che non mi ha voluto.

 

Poesie per un Figlio che non mi ha voluto.

(una raccolta di mie poesie dedicate ad un Figlio)

Premessa:

La mia verità.

Non ho avuto figli.

Nessun figlio ha scelto di venire a stare con me.

Così è stato.

Ho cercato di farmi madre per un amico. Non mi ha capito, non mi ha voluto.

Così è stato.

Non sono madre di niente.

Queste sono le poesie che ho scritto per un figlio sognato e immaginato come l’amico segreto che ci inventiamo da bambini.

Se la realtà non mi piaceva ho creato un sogno d’amare, forse per soffrire meno, per ingannare la mia mente e tenere il mio cuore occupato.

Questo Figlio è stato il mio Segreto cullato e onorato.

Per lui queste poesie.

Né il figlio che non ho avuto, né l’amico che non mi ha voluto leggeranno questi versi.

 

Un viaggio nuovo e diverso

Figlio, per te ho fatto un viaggio nuovo e diverso:

sono andata alle radici di me stessa

per ritrovare la fonte della  mia tenerezza

e la sorgente più pura della mia compassione,

per te, Figlio.

 

Figlio, vorrei,

Figlio, vorrei,

mentre ritorni con fiducia ad appoggiarti a me,

dolcemente vorrei dirti il mio bene per te,

vorrei raccontarti le tue  notti ad aspettarti,

le tue stelle cadenti per i tuoi desideri,

le tue albe e  i tuoi tramonti a pensarti,

e i miei occhi spalancati al buio con il tuo cuore dentro al mio,

Figlio, vorrei dirti quanto ti amo

ma poi resto in silenzio a guardarti,

senza osare accarezzare quei tuoi ricci ribelli,

e le parole che vorrei dirti sono inutili e lontane;

vorrei chiamarti con  i miei segreti nomignoli d’affetto, cucciolo, tesoro, amore,

e dirti fai la nanna dolce e non aver paura,

ma poi pronuncio il tuo nome

e so che racchiude tutto il tuo essere così unico e speciale;

Figlio, vorrei stringerti più forte

ma poi mi trattengo per pudore e timore di offenderti e

ti abbraccio delicatamente nei miei pensieri, come nuvole blu all’alba.

Figlio, vorrei cullarti ancora

ma ora è la tua Vita a condurti per mano

ed io resto a sognarti e tu sei già grande…

 

Volevo soltanto

Volevo soltanto qualcuno a cui pensare ogni momento della mia vita, al mattino andando al lavoro e ritorno, la notte in tutti i miei sogni, o a Natale quando la solitudine mi si stringe addosso come un cappotto troppo pesante volevo avere qualcuno a cui inviare un tenero pensiero e per il quale segretamente sorridere di viva gioia.

Volevo soltanto qualcuno a cui stare vicino nei passi offerti dalla sua Vita, qualcuno da vedere crescere e per il quale sentirmi felice.

Volevo soltanto qualcuno di cui prendermi cura con delicatezza e aprire le sue ali a quei silenzi impenetrabili, asciugare le sue lacrime inconsolabili, sollevarlo dalle sue inspiegabili paure, lasciarlo andare per vederlo fiorire e generare altro amore.

Tutto è accaduto troppo in fretta ed io non ho avuto modo di imparare.

Ho avuto il tempo del sogno per attenderlo e amarlo, ora ho il tempo dell’oblio per dimenticare di averlo tanto amato.

Volevo soltanto un pensiero da curare, rispettare, onorare e amare.

Volevo soltanto un figlio come te.

 

 

(Eppure questa è una delle prime poesie che ho scritto per te … Buonanotte tenero gentile Figlio… e fai buon Viaggio ed io penserò a te…)

Buonanotte

anche se so che non dormirai,

buon viaggio per domani

e il mio pensiero ti accompagnerà,

io sarò il piccolo sbuffo di nuvola nel cielo

che ti seguirà,

o la coccinella su un fiore,

il tuo splendido fiore:

ogni tuo sorriso io sorriderò,

ogni tua lacrima io asciugherò

e ne farò un diamante,

ogni tua emozione sarà la cascata

a cui attingerò acqua purissima,

ogni tuo ricordo sarà un geode prezioso

che io conserverò,

buonanotte anche se so che non dormirai

buonanotte di quieta veglia

buonanotte come una luce accesa alla finestra

che mai si spegne,

buonanotte che è già quasi viaggio.

Vorrei essere il tuo angelo

Vorrei essere l’angelo del tuo sorriso

per tenerlo sempre acceso,

l’angelo della tua stella quando dimentichi la Luce,

l’angelo della tua notte per tenerti addormentato tra le braccia,

l’angelo della tua veglia per attendere che la speranza ritorni,

l’angelo del tuo dolore per sostenerti,

l’angelo della tua gioia per farla risuonare nel creato,

l’angelo della tua morte per donarti la quiete.

Non so dove sei.

Non so dove sei, Figlio

non so se avresti imparato a suonare il pianoforte,

non so di che colore sarebbero stati i tuoi occhi,

non so se la tua voce mi avrebbe fatto commuovere,

non so se guardandoti avrei pianto di tenerezza,

non se sarei stata orgogliosa

al tuo primo passo o al tuo primo amore.

Figlio, ti penso anche se non ci sei

ti aspetto anche se non potrai arrivare,

ti onoro e ti rispetto anche se non sei presente:

certe assenze sono destinate a rimanere sempre con noi,

impalpabili presenze a cui non si può sfuggire

sempre ci ricordano ciò che non siamo,

ciò che non abbiamo,

sempre ci inchiodano alla croce

di ciò che non saremo,

ciò che non avremo,

fino alla fine.

Figlio, non ci sei.

 

Andata e ritorno fino alla luna

Prendimi per mano andata e ritorno fino alla luna, a piedi,

guida i miei passi insieme a te:

un raggio di luna si è posato tra i tuoi capelli,

io ti seguo,

tu non perdermi.

Raccontami in silenzio una storia senza parole, senza parlare,

perché mi possa addormentare serena,

sfiorami con la carezza del tuo sorriso

perché ti possa ricordare,

abbracciami senza toccarmi come un’ombra gentile

perché possa sognarti.

Prendi il mio cuore andata e ritorno fino alla luna, a piedi,

e non lasciarmi cadere

io non ti lascio cadere

le stelle sempre accese danzano intorno a noi

e quando la luna sarà spenta e invisibile

ti amerò con l’argento della tenerezza.

 

 Mio figlio non esiste.

Mio figlio è una piccola volpe spaventata

a volte morde la mia mano che si avvicina

a volte esplode in rabbia o in pianto,

non sa quanto gli voglio bene;

mio figlio è una piccola volpe triste

quando non si sente accettata,

non sa che non è mai solo

perché è sempre nei miei pensieri;

mio figlio è una piccola volpe libera e felice,

corre nel bosco, amando la vita,

non sa che io lo ammiro;

mio figlio è una piccola volpe innamorata

che aggiunge bellezza al mondo,

di notte la luna lo avvolge come una madre,

non sa che è la mia carezza;

mio figlio ha zampe magre di volpe,

non ha imparato ad abbracciare,

non sa che io l’abbraccio con le parole;

mio figlio ha muso di volpe

e non ha imparato a sorridere,

non sa che io sento il suo sorriso;

mio figlio ha un cuore di volpe

_mio figlio non esiste_

è solo un sogno che la luna pietosa mi ha donato,

non sa che per lui io scrivo poesie.

Ti amo più forte

Figlio, ti amo più forte

contro la mia ragione, contro le mie convinzioni,

contro me stessa:te le dico

nella carezza rubata mentre dormi,

nel bacio che mi neghi per capriccio,

quando piangente ti abbraccio e non so consolarti,

te le dico in un sorriso quando tieni il broncio,

te le dico cucinando il tuo piatto preferito quando non vuoi mangiare,

te lo dico nel silenzio quando rifiuti di parlarmi,

quando ti sento piangere dietro a quella porta e non ho il coraggio di avvicinarmi,

quando ti osservo di nascosto provare la tua nuova bicicletta

e devo trattenermi dal dirti di stare attento,

quando mi vorresti vicina e io non riesco a stare al tuo passo,

quando non posso dirti quanto ti amo

nell’abbraccio o nella carezza o nel bacio che non vuoi…

e dico parole senza senso e faccio errori

e tu mi ferisci allontanandomi.

Figlio,ti amo forte

contro ogni ragione, contro ogni logica

contro quello che sono,

e vorrei essere perfetta per te

e vorrei essere più forte

della mia paura di sbagliare,

della mia paura di non sapere come fare,

della mia paura di deluderti e di perderti.

Figlio, voglio amarti più forte.

 

 Fuori posto

Vorrei una casa dove ogni cosa fosse al suo posto

e nessuna cosa si sentisse inutile:

il cane che scodinzola alla porta,

un figlio che gioca nella stanza vuota,

il pettirosso che mangia le briciole sul davanzale

mentre il gatto, attento, lo guarda,

la neve sull’ulivo morto,

le stelle sul cuore,

le mie mani, silenziose,

sui capelli di un figlio,

i suoi sogni da far volare,

le sue lacrime da consolare,

i suoi passi da seguire

Vorrei una casa con ogni cosa al suo posto…

ma io sono fuori posto…

 

Proibito colore blu

Il mio amore per te si veste di un solo colore proibito

è il colore blu,

io non riesco a vedere gli altri colori,

so che il mondo è fatto di colori,

io non riesco a vedere l’arcobaleno lassù in alto,

sento il cuore pesante e oppresso

il mio cuore si veste di un solo colore,

e io sono folle d’amore per questo colore,

mi toglie il respiro,

mi annienta i pensieri,

non mi fa vedere il blu del cielo,

il colore blu occupa tutto il mio cuore,

io piango perché non so che fare,

tutto ciò è troppo grande,

sentire il cuore di colore blu,

tutto ciò è troppo forte,

tutto ciò mi sovrasta,

io ho pregato per avere la forza

di trasformare questa oppressione

in amore per il blu dell’universo.

Madre Infinita,

blu è il tuo mantello,

blu è il tuo amore,

blu la tua tenerezza,

blu il tuo dolore,

tu, Madre Infinita,

io,  madre di nulla,

ho blu il mio cuore

e lo stringo forte

per tingerlo del rosso del mio amore.

 

Silenzi e parole

Avremmo semplicemente camminato insieme,

complementari,

io madre e tu figlio,

io figlio e tu madre,

io rispettando i tuoi silenzi,

tu rispettando le mie parole,

che le parole vestono i silenzi

e i silenzi colmano le parole,

avremmo semplicemente camminato insieme,

riversandoci l’un con l’altro,

riempiendo i nostri vuoti e i nostri pieni,

complementari i tuoi silenzi e le mie parole.

 

Maternità

Io e te eravamo celati segreti,

e segreti rivelati solo a noi stessi,

io ero il tuo segreto e tu il mio,

io ero con te,

e tu eri con me,

attesi nove mesi per darti al mondo,

o forse furono molti anni,

un giorno vidi il tuo viso a pieno sole,

fu allora che tu mi partoristi al tuo mondo

Eternità

Dopo la pioggia torna

la notte dolcemente a parlarmi,

forse di te, forse di me,

forse di noi,

ascolto due gocce

dialogare libere d’eternità

 

Doppia goccia d’acqua- doppia goccia di pensiero

Vorrei scriverti una poesia

per dirti quanto ti penso

mentre sta piovendo

ora piano ora forte

l’intensità non cambia

quando ogni goccia risuona nel mio cuore

io penso alle tue lacrime,

io penso a te che permetti alla pioggia di bagnarti

ed io vorrei essere quella pioggia.

Le nubi nere corrono in cielo e inizia a piovere d’un tratto

e I pioppi si inchinano e poi risalgono

e io ascolto la mia musica dentro di me

e mi sento libero per un istante.

Lascio il mondo fuori di me, per un istante.

Per un istante non mi schiaccia.

e poi salgo ad asciugarmi dalla pioggia, accidenti.

Ma non fa niente. Poter sentire le gocce una a una

è stata una grande libertà.”

Basta una sola goccia di pensiero –

basta una sola goccia di pioggia-

Vorrei spiegarti

quel senso di attesa che finisca il temporale

senza portarmi distruzione,

quel senso di speranza d’eterno

senza causarmi perdita,

quel senso di sospensione tra il tuo silenzio e il tuo ritorno

senza farmi spavento che tu non torni più

io penso

a te

mentre le tue lacrime si mescolano alla pioggia

e ti domandi qual è il tuo senso.

e guardi il cielo di velluto lontano

e sei sicuro che stelle e luna ci sono sempre

anche se assenti o invisibili

io ti domando

se basta una goccia di pioggia

a superare ogni distanza

ogni differenza

tu rispondi

Dipende la distanza fra cosa.
Fra due atomi basta una molecola.
Se guardiamo l’uomo rispetto all’universo, è un atomo.
Quindi basta proprio poco.
Basta una goccia di pensiero.”

io ti penso

io ti vedo

ti ricreo con la forza di una goccia d’acqua

come cielo che si specchia nelle pozzanghere

ti disegno un volto puro

e un cuore intatto

accendo le tue labbra di sorrisi

illumino i tuoi occhi

e annullo il pianto.

Ma è solo un illusione

una sola goccia non può-

Forse una doppia goccia di pioggia,

forse una doppia goccia di pensiero-

Diluvio universale

la notte rovesciava pioggia su pioggia

per riempire distanze terrene

altrimenti incolmabili

Come spiegare?

Come spiegare le poesie ad una mente razionale?

Come spiegare le emozioni ad un cuore spaventato?

Come spiegare che i numeri sono colorati al poeta che conosce solo le parole?

Come spiegare cosa succede quando due persone si prendono per mano?

Come spiegare come si sta quando stai piangendo e qualcuno ti abbraccia?

Come spiegare che si piange anche di gioia?

Come spiegare la magia di due anime che si incontrano?

Come spiegare che il due è bianco, l’otto è blu, il sette viola e il 4 un azzurro turchese?

Come spiegare l’amore che sboccia come un fiore prepotente e tagliente?

Come spiegare

???

Figlio non ci sei

Non so dove sei, Figlio

non so se avresti imparato a suonare il pianoforte,

non so di che colore sarebbero stati i tuoi occhi,

non so se la tua voce mi avrebbe fatto commuovere,

non so se guardandoti avrei pianto di tenerezza,

non se sarei stata orgogliosa

al tuo primo passo o al tuo primo amore,

figlio, non so dove sei,

non ci sei,

ti penso anche se non ci sei

ti aspetto anche se non potrai arrivare,

ti onoro e ti rispetto anche se non sei presente

certe assenze sono destinate a rimanere sempre con noi,

impalpabili presenze a cui non si può sfuggire

sempre ci ricordano ciò che non siamo,

ciò che non abbiamo,

sempre ci inchiodano alla croce

di ciò che non saremo,

ciò che non avremo,

fino alla fine.

Figlio, non ci sei.

Cuore di Volpe

Mio figlio è una piccola volpe spaventata

a volte morde la mia mano che si avvicina

a volte esplode in rabbia o in pianto,

non sa quanto gli voglio bene;

mio figlio è una piccola volpe triste

quando non si sente accettata,

non sa che non è mai solo

perché è sempre nei miei pensieri;

mio figlio è una piccola volpe libera e felice,

corre nel bosco, amando la vita,

non sa che io lo ammiro;

mio figlio è una piccola volpe innamorata

che aggiunge bellezza al mondo,

di notte la luna lo avvolge come una madre,

non sa che è la mia carezza;

mio figlio ha zampe magre di volpe,

non ha imparato ad abbracciare,

non sa che io l’abbraccio con le parole;

mio figlio ha muso di volpe

e non ha imparato a sorridere,

non sa che io sento il suo sorriso;

mio figlio ha un cuore di volpe,

mio figlio non esiste,

è un sogno che la luna pietosa mi ha donato,

non sa che per lui io scrivo poesie

Un fiore prepotente

Da argilla desiderai farmi vaso

e raccogliere terra per una radice,

farsi vaso presuppone il fermarsi,

e io che avevo sempre avuto una naturale propensione per il viaggio,

mi fermai per diventare vaso.

Incontrai un fiore strappato

le radici nude, sofferenti,

ne ebbi compassione,

lo raccolsi, mi feci vaso per lui.

Il fiore si rianimò,

ed io presi ad amarlo di tenerezza,

a pensarlo curarlo e a coltivarlo,

ma ben presto egli si fece forte

ed ebbe il sopravvento su di me.

Infilò il suo fittone fin dentro al mio cuore,

vi si conficcò ben saldo,

ed iniziò a succhiare avido

via tutto il sangue,

prosciugò il mio cuore,

fece arido deserto dell’amore.

Infine il fiore prepotente ebbe abbastanza energia

per sradicarsi dal cuore che lo aveva accolto,

con tutta la terra insieme

riuscì a strappare via il cuore dal mio petto.

Il fiore crebbe divenne un albero,

come il baobab del piccolo principe,

tra le sue radici ben stretto

tenne il mio cuore macilento.

Non avevo più un cuore,

ero diventato sì un vaso,

un vaso vuoto,

senza terra, senza storia,

senza tempo,senza viaggio.

______________________________________________________

Se ci fosse

Se ci fosse un’altra via o un’altra vita

che mi portasse da te, ad incontrare te,

stai sicuro che io la seguirei,

ma forse non c’è

forse non qui,

forse non in questo cuore,

vita e via non conducono da nessuna parte

(ma se un giorno dovessimo ritrovarci tra le nuvole o tra le pieghe dell’anima … ecco come ci incontreremo:)

 Ci incontreremo Figlio

Ci incontreremo di passaggio

in un sentiero di montagna

tra cielo e mare

e il saluto che ci scambieremo

sarà sincero e leale

sarà il buongiorno

tra gente che cammina

ci scambieremo

la gioia del cammino

e guarderemo insieme

lo spettacolo del mondo

non diremo una parola

che di parole non avremo bisogno

non ci toccheremo

che ogni distanza sarà superata

staremo accanto in silenzio

e ci annulleremo

nel mare del mondo

spezzeremo il pane

sapendo che altro nutrimento è per noi

berremo questo nettare d’Amore,

fino in fondo,

io e tu, Figlio.

 

Io ti amo comunque.

Mio fiore ,

mio gentile fiore,

mio delicato fiore,

mio profumato fiore,

io ti amo,

sia che tu sia

un libero fiore di prugno,

o una sofisticata orchidea

o una tenera rosa,

io ti amo,

mio crudele fiore,

fiore del mai più,

fiore fatto di spine,

spine selvatiche,

non addomesticate,

appuntate sul mio cuore,

fiore del mai più,

io ti amo, comunque.

(E se qualche volta sei spina resti sempre Amore:)

Delicato Amore

Delicato Amore,

non conosco il sapore delle tue labbra

perché mai ti ho baciato

.

Delicato Amore,

non conosco la forza della tua stretta

perché mai ti ho abbracciato

.

Delicato Amore

non conosco la trama della tua pelle

perché mai l’ho accarezzata

.

Delicato Amore

non conosco le mie dita sul tuo viso

perché mai l’ho sfiorato

Delicato Amore

.

 ma conosco l’intimità delle tue lacrime

e la forza della tua speranza

 e la trama delle tue parole

e il sogno del tuo sorriso

Delicato Amore

io non so se posso chiamarti

Amore

Compagni di viaggio

Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai.
Potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai.
Lei disse misteriosamente “Sarà sempre tardi per me quando ritornerai”.
E lui buttò un soldino nel mare, lei lo guardò galleggiare, si dissero “Ciao!”
per le scale e la luce dell’alba da fuori sembrò evaporare.

Francesco De Gregori

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(foto da pixabay)

Un viaggio nuovo e diverso

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Un viaggio nuovo e diverso

Figlio, per te ho fatto un viaggio nuovo e diverso:

sono andata alle radici di me stessa

per ritrovare la fonte della  mia tenerezza

e la sorgente più pura della mia compassione,

per te, Figlio.


A new and different journey

For you, Son, I made a new and different journey:

I went to the roots of myself

to find the source of my tenderness

and the purest source of my compassion,

for you, Son.

Vivere la Luce !

fuoco

La vigilia di Natale ho fatto un lungo viaggio: 500 km in Toyota con i più grandicelli del centro dei meninos de rua : Eliton, Rone, José. Ho percorso la notte e le sue gradazioni di luce fino all’esplosione finale (verso le cinque). Una luce tenue, blanda, timida. Che spettacolo, Dio, ti compiaci degli estremi, vero? O giochi con i grandi contrasti (luce-tenebra, acqua-fuoco, cielo-terra, Dio-uomo) oppure ti effondi in infiniti dosaggi di tenerezza. Frugavo l’orizzonte in cerca del primo bagliore. La luce del mattino non è abbagliante come i fari delle macchine che accecano. La tua è una luce tenera, morbida, radente. Come dita delicate di donna a svegliare i fiori, gli uccelli, le onde, il creato. Non finivo di riempire gli occhi e l’anima. Berti, Dio, con gli occhi. Assimilarti per osmosi. Vivere la luce come la tua carezza per l’universo.

Potrei interrompere il viaggio – pensavo – e entrare in una chiesa per farti i complimenti. Ma non è questa – l’universo – la tua chiesa, la più spaziosa, la più accogliente, la più universale? Voglio una chiesa come questa, dove posso celebrare, fare festa con i disperati, i delinquenti, le prostitute.

Vivere la luce la vigilia di Natale!

Fausto A. Marinetti da Ai confini di Dio

Il viaggio di Volpina Blu alla ricerca dell’amicizia

Il Viaggio

di Volpina Blu

alla ricerca dell’amicizia

Dedicato alla Volpe del Piccolo Principe e alla Volpina Blu che è dentro ognuno di noi

Premessa:

Non si diventa la Volpe del Piccolo Principe per caso, e non si nasce così, occorre un lungo percorso, un viaggio, tra incontri ed errori, tra amore e perdono finché forse un giorno si potrà diventare come quella Volpe che mostra al Piccolo Principe cosa è l’amicizia. Questa è una piccola storia di come, secondo me, potrebbero essersi svolto il viaggio di Volpina Blu alla ricerca dell’amicizia.

Volpina Blu decide di lasciare il villaggio e di partire.

Nella grande pianura veniva una volpina, piccola e magra.

Camminava rapida scartando di lato le pietre e i cespugli spinosi.

Ogni tanto sollevava appena il musetto al cielo e parlava alla luna senza guardarla direttamente.

Ma davvero Volpina era blu?

Si sa che non esistono volpi di colore blu…

Volpina aveva alle estremità delle zampe due calzini blu.

Quasi tutti notavano in lui quel difetto, ma non credo si possa chiamare difetto ciò che in effetti è una particolarità o meglio un carattere distintivo, quelle zampette blu erano uniche e la rendevano diversa da tutte le altre volpi.

Aveva un sorriso simpatico e al collo portava una fettuccia di raso blu.

Volpina camminava nella pianura.

Era sola e la luna pure era sola.

Due solitudini si guardavano, la luna, lassù, maestosa, splendeva sola nella sua grandezza, e la volpe tanto piccola magra e sola…

Volpina pensava tu sei tanto lontana da me ma mi sembri così vicina… sei irraggiungibile per una Volpina come me eppure mi accompagni sempre, grazie amica Luna.

Volpina Blu, in verità il suo nome completo era Volpina dai calzini blu, si era messa in cammino già dall’imbrunire del giorno precedente.

A chi l’avesse incontrata avrebbe dato l’impressione che si trattasse di una volpe che sapeva il fatto suo per quanto camminava lesto e sicuro

Ogni tanto, Volpina si fermava per darsi una grattata ala schiena ossuta e per far riposare un attimo i piedini doloranti.

Quanta strada avevano macinato quelle zampette…

Era una volpina in fuga…

Nessuno la voleva, nessuno l’amava…

Eppure quanto aveva desiderato e quanto desiderava avere amici nella gran tana delle volpi.

Ma le giovani volpi, i suoi compagni, spesso l’ avevano derisa per quelle sue strane zampette blu perché spesso la diversità viene vista come una cosa spaventosa invece Volpina aveva un animo buono e gentile. Voleva soltanto essere accettato ed amato da tutti.

Non si capiva come mai Volpina fosse nato con le zampette blu…

Sua madre, Teresa, aveva pianto a lungo e aveva provato ogni tipo di prodotto e di solvente per smacchiarle e farle tornare rosse, aveva persino portato Volpina a far benedire nella chiesetta dove si era sposata, credendo in un maleficio.

Niente, le zampette erano rimaste blu.

Volpina blu non comprendeva la preoccupazione della madre che sperava lui diventasse uguale alle altri volpi temendo che essi l’avrebbero deriso ed escluso dal gruppo. Per questo Teresa ripeteva sempre a Volpina che era orgogliosa di lui e che lui doveva essere fiero di sé. A Volpina blu non dispiacevano le proprie zampette ma presto dovette convenire che sua madre aveva ragione. Quelle sue zampette iniziarono ben presto a dargli dei problemi, iniziarono gli scherzi e le prese in giro dei compagni e Volpina incominciò a soffrire e a rattristarsi.

Quanto avrebbe voluto avere quel bel pelo fulvo dei suoi compagni…

Tante volte le giovani volpi e anche alcune adulte lo avevano additato come un diverso, del resto Volpina non aveva mai saputo come fare per accattivarsi le simpatie del gruppo; anzi quasi ogni giorno c’erano dissidi e litigi con i compagni e spesso anche gli adulti le ringhiavano contro dei rimproveri.

E così un giorno, Volpina Blu era fuggito via, con il desiderio di conoscere il mondo e di incontrare nuove volpi, diverse da quelle che vivevano alla gran tana, magari avrebbe voluto incontrare un’altra volpina che gli assomigliasse, che avesse le zampette blu o anche di un qualsiasi altro colore. Soprattutto desiderava tanto trovare un amico, qualcuno che l’ accettasse così come era, qualcuno con cui non dovesse fingere di essere diverso da come era.

Tante volte Volpina si era rotolato nell’argilla e nella sabbia cercando di camuffare quel colore blu o si era macchiato con le bacche del sambuco ma inutilmente. Aveva provato di tutto ma proprio non era mai riuscito ad avere un vero amico.

Come si fa ad avere un amico? O meglio come si crea un’amicizia?

Non lo sapeva ma era disposto ad imparare le segrete e invisibili regole dell’amicizia. Lontano dalla gran tana, Volpina era sicuro che avrebbe conquistato il mondo e che il mondo l’avrebbe amato.

Volpina Blu era uno spirito incredibilmente libero. Ed era dolce buono e sensibile, anche se spesso appariva scostante e irascibile. Purtroppo spesso non sapeva dominare l’angoscia e la rabbia.

Ogni volta che aveva uno scontro con un compagno Volpina scappava via e andava a nascondersi nelle tane abbandonate nel vecchio uliveto, dove nessuno scendeva per il pericolo delle frane; là nascosto da tutti, piano piano si calmava rincorrendo per gioco uno scoiattolino oppure inseguendo il volo di una farfalla, tra i fiori selvatici ritrovava la quiete.

Quando, la sera, faceva infine ritorno a casa al villaggio, le altri volpi gli voltavano la schiena e lo ignoravano.

Così accadeva che Volpina Blu sparisse di nuovo e andasse a piangere senza farsi vedere nei pressi della saggia quercia.

Un giorno, dopo aver a lungo pensato, Volpina Blu prese la risoluzione di partire.

Si mise in cammino in una notte senza luna.

Non sarebbe mai più tornato al villaggio, e quelle giovani volpi che non l’accettavano e che la deridevano si sarebbero amaramente pentite di non averlo voluto. oh sì! …

Sentiva che un grande destino lo stava aspettando se solo ne avesse avuto il coraggio, sentiva che avrebbe di certo realizzato qualcosa di importante per il mondo, anche se ancora non sapeva né cosa, né come, né quando. Al momento gli parve che la decisione di partire fosse la scelta migliore.

Camminando si pensa meglio e chissà che via facendo non avrebbe trovato quello che cercava…

Volpina Blu in viaggio

E così Volpina era partito alla ricerca del senso profondo della sua esistenza, ma soprattutto di qualcuno che le volesse bene e a cui volere bene, di un Amico vero, di qualcuno che rispettasse la sua libertà di essere quello che era, senza voler cambiare colore alle sue zampe.

Nel cuore e nella mente Volpina aveva tanti pensieri buoni e belli, sentiva che poteva dare tanto amore al mondo se solo qualcuno l’avesse voluto.

Desiderava visitare il mondo, finora aveva conosciuto soltanto la Gran Tana, il suo villaggio al riparo tra gli antichi ulivi.

Come era il mondo al di fuori?

Da un lato lo attraeva, dall’altro lo spaventava.

Talvolta il mondo gli appariva come il riccio di una castagna, all’esterno le spine e all’interno la polpa dolce e che gli infarinava la bocca… ogni volta si pungeva per aprire il riccio ma poi si gustava il buon sapore della castagna… ecco così era il mondo…come il riccio di una castagna…

Il mondo era così difficile da capire …

Volpina conosceva la favola della volpe e l’uva e aveva capito che nella vita bisogna avere il coraggio di osare e di trovare la propria strada in mezzo a tante senza nascondersi dietro la scusa che l’uva non è matura. A Volpina l’uva non piaceva neppure e quindi non vi era problema.

Tante volte si era domandato come mai il mondo fosse in guerra, perché gli esseri umani sprecassero così tanto tempo a fabbricare armi di distruzione e di offesa invece che costruire ponti o inventare strumenti di pace?

Volpina aveva un cuore molto sensibile, piangeva per ore a volte, ma poi gli bastava guardare la sua amata luna per ritrovare la quiete.

Nelle notti senza luna camminava spedito senza sentire la fatica, invece, nelle notti di luna piena una specie di sconosciuta tenerezza lo invadeva.

Si ricordava quando da piccolo guardava i pulcini e ne aveva desiderava l’amicizia. L’amicizia, allora, gli era sembrava una cosa fatta di morbide piume e di infinita dolcezza.

Però succedeva che non appena i pulcini si accorgevano di lui, iniziavano a pigolare forte

e la chioccia accorreva e lo cacciava via…

Come si sentiva mortificato Volpina sebbene sapesse che ciò era una conseguenza del comportamento crudele di alcune volpi che si cibavano dei pulcini…

oh come poteva essere il mondo tanto crudele?

Volpina Blu camminava dall’imbrunire, era quasi le tre di notte quando decise di fare una breve sosta, raggomitolandosi nella sua coda e leccando i piedini sfiniti, guardò nella sabbia le sue impronte che lasciavano questi segni curiosi e si chiedeva a cosa assomigliassero… impronta-di-volpina impronta-di-volpina

Cammino facendo, Volpina scopriva il mondo, e annotava su un piccolo quaderno le cose che più lo colpivano, i suoi pensieri e i suoi sogni.

Osservava e apprezzare ogni cosa, anche l’esserino più piccolo, la farfallina, la cimice, il bruchino verde, le ragnatele brinate al mattino, le microscopiche tracce degli insetti sulla polvere del deserto, il profumo secco dello scirocco e quello umido del libeccio, lo sbocciare inaspettato di un fiore, l’odore della notte d’inverno con le stelle tanto vicine che sembrava di poter afferrare con le zampe.

Volpina si sorprendeva di quanta meraviglia e bellezza il mondo contenesse, praticamente inesauribili, per esempio l’ alba era uno spettacolo che si rinnovava quotidianamente e Volpina si commuoveva.

Di notte, tratteneva il fiato per ascoltare il linguaggio segreto degli alberi perché di notte gli alberi stanno svegli e riposano di giorno, ma solo per schiacciare un pisolino. Le foglie nel vento gli sussurravano delicate e gli ricordavano i suoi ulivi e i suoi carrubi alla Gran Tana, cosicché Volpina avvertiva meno la nostalgia di casa. In realtà non c’era molto tempo per provare nostalgia perché quando si è in viaggio si camminare e si deve guardare avanti, passo dopo passo, e non c’è tempo per i ricordi.

Occorreva percorrere la strada, farsi viaggio.

Erano già 1881 giorni che camminava…

Da molti mesi ormai aveva lasciato la sua terra tra le rocce e il mare, dove il clima era mite tutto l’anno, ed era arrivato al deserto.

Volpina Blu incontra il serpentello

Ecco una pianura con praterie desolate, cespugli spinosi, fiori di cardo e cactus e poi ecco di nuovo una foresta di spine che gli ferivano i magri fianchi.

Volpina si sentiva stanco, molto stanco e qualche volta aveva pensato di pregare l’avvoltoio perché lo facesse a pezzi. Poi riprendeva il cammino, solitario e fiero, senza bisogno di nessuno perché mostrarsi fragile era un segno di debolezza, e Volpina non poteva permetterselo.

Sapeva che il suo viaggio sarebbe stato lungo e non poteva abbattersi, doveva farcela, doveva andare avanti anche se era solo una piccola magra volpe dai calzini blu.

Un giorno aveva trovato in terra un paio di occhiali e li aveva indossati, gli pareva che gli attribuissero un aspetto più minaccioso, Decise che li avrebbe sempre portati con sé.

Può bastare un paio di occhiali per tenere a distanza il mondo e per difendersene?

Gli occhiali potevano aiutarlo ad avvistare un serpente e a schivarlo, per esempio.

Gli avevano raccontato che il serpente era un essere molto pericoloso, ma finora non ne aveva ancora incontrato uno. Era curioso di vederne uno e desiderava parlargli. Aveva la sensazione che i serpenti lo evitassero apposta.

Finalmente un giorno catturò un innocuo serpentello giallo. Trattenendolo tra i canini affilati gli disse:

Ti risparmierò se risponderai alla mia domanda perché tutti scappano da me e non mi vogliono?”

Tu stai nel tuo mondo e rifiuti gli altri.”

Volpina si innervosì e rispose seccato:

Io non ho bisogno di te e ora vattene all’inferno e riposa in pace, gentile serpentello.”

Il serpentello rotolò morto tra le spine di una rosa canina.

Volpina si allontanò ringhiando, il pelo arruffato, poi scoppiò in un pianto irrefrenabile.

Inutili lacrime di pentimento…

Volpina non era cattivo, soltanto voleva sapere perché nessuno voleva stare insieme a lui, pure il serpente lo aveva respinto.

Era vero che lui non aveva bisogno di alcuno… ma ora si sentiva profondamente triste per la morte del serpentello.

Oh se esisteva un Dio delle Volpi, Volpina lo avrebbe pregato perché il serpentello fosse ancora vivo…

Quanto era triste e affranto! Volpina non sapeva davvero se c’era un Dio delle Volpi, eppure a suo modo egli pregava qualche volta…

Volpina Blu e la signora istrice

Di notte le stelle erano troppe e gli dolevano gli occhi, anche per questo teneva sempre gli occhiali, di giorno i suoi occhi si affaticavano molto per dovere stare attento alle pietre aguzze e alle spine che gli ferivano le zampe sensibili.

Forse le sue zampe erano così delicate proprio per il fatto che erano blu. Chissà…

Volpina si perdeva nella contemplazione le stelle, sapeva a memoria la mappa del cielo e tutti i nomi delle costellazioni e pensava che l’universo, lassù, era abitato e che magari in quel momento forse c’era qualcuno che pensava a lui.

Volpina lo sperava tanto!

Una notte, d’un tratto, mentre camminava distratto, inciampò in un istrice.

Ahi, disse Volpina, perché mi hai punto? E chi sei?”

Veramente sei tu che non mi hai visto e mi sei venuto addosso, maleducata di una volpe…”

Non penso proprio… tu mi hai punto, ma chi sei?”

Sono un istrice. Anzi una signora istrice.”

E perché mai hai tutte quelle spine e perché mai mi hai punto?”

Non l’ho fatto apposta, ci siamo scontrati per sbaglio ed io per autodifesa ho lanciato le mie spine, ma non è colpa mia, e poi non si chiamano spine, sai, la natura mi ha fornito di aculei…”

Però mi hai fatto male… sai essere così pungente!”

Scusami, non volevo, ma se tu ti avvicini piano a me, senza spaventarmi, vedrai che i miei aculei non pungono, sono solo un poco ruvidi…”

Ah ho capito… sei come il riccio della castagna?”

Quasi… se mi abbracci non aver paura… farò in modo che i miei aculei non ti pungano”

No. Non voglio!” gridò Volpina saltellando dal dolore, un aculeo era ancora conficcato in una caviglia.

Allora se tu non ti fidi degli altri, tu non sai cosa vuol dire voler bene.”

Volpina a queste parole fu molto mortificato.

Perché dici così?”

Perché è vero… ma un giorno imparerai… strada facendo, ciao. Io ora devo andare.”

L’istrice scappò via sorridendo, stava scherzando ma Volpina non lo capì e mostrò furioso i denti e lo rincorse ma il dolore alla caviglia si fece più intenso e così dovette fermarsi. Piano piano sbollì la rabbia che sentiva dentro. Si sedette tra l’erba con i ciuffi di menta che gli solleticavano le fini narici.

Un leprotto gli passò accanto di corsa, ignorando il suo pianto.

Improvvisamente Volpina si sentì ancora più solo. Solissimo.

Tante volte Volpina era stata tenero con i leprotti, li aveva protetti dalle altre volpi, ringhiando loro contro, e poi li aveva aiutati a nascondersi nel passaggio tra i capperi e i lentischi che solo lui conosceva. Le altre volpi lo deridevano di questa sua tenerezza per i leprotti e gli dicevano che era uno stupido.

Al chiarore della luna Volpina si specchiò in una pozzanghera, si vede brutto, il pelo spettinato opaco e il blu non era più tanto brillante, era quasi diventato nero, Volpina avrebbe voluto farsi un bel bagno nel torrente vicino al suo villaggio, dove amava andare a giocare, tentando di acchiappare quei piccoli arcobaleni che si formavano con le goccioline delle cascate oppure tentando di prendere qualche pesciolino.

Volpina era in pace quando lasciava fuori il giudizio delle altre Volpi o della signora istrice che aveva appena incontrato, come potevano giudicarlo senza conoscerlo per davvero?

Perché la signora istrice l’ aveva punto?

Era vero che era stata colpa sua che sbadatamente le era andato addosso.

Volpina rifletteva che quando se ne stava da solo tutto filava liscio e lui era tranquillo… quanta fatica faceva invece a rapportarsi con gli altri, a spiegarsi e a comprendersi e poi andava a finire, spesso, che con le volpi non ci si capiva mai, si litigava e non si voleva fare la pace.

Che gli importava degli altri?

Volpina stava benissimo da solo, aveva avuto ragione il serpentello, però allo stesso tempo, desiderava trovare un vero amico.

Il cuore di Volpina era come un campo su cui ha appena nevicato, puro, senza impronte ,vi regnavano amore e meraviglia per il creato, a parte quei momenti di rabbia in cui non riusciva a controllarsi e durante i quali diceva e faceva cose di cui poi si pentiva. Non sapeva dominarsi e le sue emozioni erano sempre troppo grandi e forti, le sue reazioni spropositate, poi magari si rammaricava ma ormai quello che era stato detto o fatto, era stato detto o fatto e non vi trovava un rimedio.

Volpina Blu e il topolino

Un giorno, sul sentiero incontrò un topolino, che lo salutò :

Ehi, ciao! Sai per caso dove si va per di là, possiamo fare un poco di strada insieme?”

Ma tu dove stai andando?”

Io ero insieme ad una carovana di beduini, stavano andando ad un mercato ma credo di essermi perduto… e tu dove vai?”

Vado a cercare un amico, disse Volpina blu, dove lo posso trovare?”

Io non lo so, dovevo incontrare alcuni amici al mercato ma a quest’ora mi sa che sono già partiti, senti potremmo camminare insieme, almeno per un pezzetto di strada. Se vuoi.”

Tu dici? Accompagneresti una volpina come me dalle zampette blu?”

Hai le zampette blu, che simpatico che sei, ma sai che io avevo un amico ghiro con le orecchie blu, davvero erano blu, mai visto orecchie tanto belle! Ma anche le tue zampe sono stupende!”

???Tu dici!!! Mi imbarazzi così…”

Facciamo un patto, mentre cammineremo insieme promettiamo che saremo sempre sinceri l’un con l’altro e che ci diremo sempre la verità.”

Va bene, accetto, sei gentile, Topolino.”

Senti, io resterò con te per il tempo che tu riterrai necessario, poi quando tu mi dirai di andare via, io me ne andrò. Vorrà dire che sarà arrivato il tempo per separarci. ”

No, mai succederà ciò, Topolino, se tu sarai sempre così delicato con me come lo sei ora. Io amo la delicatezza. ”

All’inizio camminarono scambiandosi soltanto qualche impressione generale sul tempo.

Ogni tanto Topolino gli faceva un sorriso ma Volpina non aveva alcuna voglia di sorridere, anzi non capiva per quale motivo questo topolino sorridesse sempre.

Poco a poco, camminando insieme, Volpina prese fiducia nel piccolo compagno di viaggio e iniziò a raccontargli qualcosa di sé e a porgli delle domande sui viaggi che Topolino aveva compiuto al seguito delle carovane dei beduini.

E poi arrischiò domande come queste.

Come si fa a diventare amici?

Cosa si prova quando qualcuno ti abbraccia?

Cosa si prova a condividere qualcosa con qualcuno?

Come succede che ci si prende per zampa?

Il topolino si mise d’impegno a rispondere a tutte le domande di Volpina ma mentre parlava si rese conto che erano cose che le parole non riuscivano a spiegare, che erano cose che si sentivano con il cuore oppure no, E che se si sentivano nel cuore, allora avvenivano. Come spiegare a parole la magia di un abbraccio o un bacio? No, non si poteva.

Quando la sera Volpina si raggomitolava per riposare, il topolino si accovacciava timidamente accanto alle sue zampette e così vicini si addormentavano.

Ma una notte Volpina fece un incubo davvero terribile e al risveglio prese a imprecare contro al topolino che non aveva colpa alcuna, e lo cacciò via violentemente.

Vattene via, non voglio più vederti, via vai via Topolino, non tornare mai più…”

Il topolino ci rimase male, era sinceramente affezionato a Volpina e gli voleva molto bene, ma a quelle cattive parole che non meritava sentì un forte dolore al cuore e si sentì gelare.

Provò a calmare l’amico che era fuori di sé per il cattivo sogno.

No no gridava Volpina, Topolino disse non può essere, non puoi fare così con me, io sono tuo amico, io ti ascolto sempre…

Volpina non ci vide più dalla rabbia, raccolse una pietra e la scagliò sul topolino uccidendolo.

Poi, Volpina corse via lontano lontano. Dopo alcune ore, dopo essersi calmato, senza ricordare cosa aveva fatto, tornò indietro sul luogo del delitto, ma il topolino non c’era più.

Volpina era nuovamente disperatamente solo. Aveva trovato un amico e gli aveva fatto del male. Ecco che avevano avuto ragione le altri volpi a non volerlo. Perché lui era cattivo. Volpina era cattivo.

Pianse per settimane, incapace di darsi pace, poi non ebbe più lacrime e riprese il cammino.

Volpina Blu e la pianta

E così giunse in una grande pianura, al centro della quale vi era una sola pianta verde simile ad una salvia con alti steli e corolle di fiori gialli, non era niente di particolare, ma era comunque una pianta in quel deserto.

La piccola volpe trotterellava, era molto piccolo e magro, però era carino con quelle zampette blu, non esistevano altre volpi come lui.

Nella pianura c’erano cactus, cespugli secchi spinosi , pietraie, qualche fiorellino dai toni violetto, formiche, scorpioni, insetti stecchi, lucertole.

Ad ogni passo Volpina Blu si distraeva a guardare queste piccole cose, d’un tratto si trovò vicino alla pianta, l’esaminò, gli sembrò una pianta tranquilla, senza pretese, non aveva spine come le altre ed era verde, Volpina le si avvicinò e a quel punto una foglia della salvia gli fece il solletico.

Volpina, che stava sempre all’erta, balzò rapido all’indietro per osservare meglio la pianta, e constatato nuovamente che si trattava di una semplice pianta verde, si riavvicinò con cautela, poi, siccome era sfinito, si addormentò lì sotto all’ombra della piantina.

Al mattino Volpina si svegliò, qualcosa gli sfiorava le punte delle orecchie, gli steli fioriti ondeggiavano eleganti nel vento. A Volpina parve di udire un suono, una specie di musica delicata, che diceva ti voglio bene.

Era la voce di Topolino che risuonava nel vento, dunque egli era vivo!

Volpina assaporò tutta la dolcezza di quel suono che veniva con la brezza del mattino, come un profumo o un sapore buono, sorrise, seppe che il topolino lo aveva perdonato. Anche lui voleva del Bene al topolino e sperava, pregava che anche lui lo avesse perdonato, oh Dio delle Volpi!

L’amicizia non è un gioco, non è una cosa che si usa e quando non serve si butta via, l’amicizia è un viaggio che ci cambia e implica fiducia e responsabilità l’uno verso l’altro.

Volpina sperò che Topolino tornasse ma quel giorno Topolino non tornò. Topolino aveva compreso che il suo amico doveva fare da solo fino in fondo la sua strada per diventare ciò che già era, senza saperlo.

E Volpina Blu si rimise in cammino… Forse un giorno il suo viaggio l’avrebbe fatto diventare la Volpe del Piccolo Principe….Chissà Voi che dite?

Fine

Epilogo:

Incontrai Volpina Blu, tanto tempo fa, diventammo amici, facemmo un pezzo di strada insieme, poi Volpina dovette partire e proseguire da solo, senza di me, il suo entusiasmante viaggio che si chiama Vita.

Dal momento in cui è partito, io sono diventata Volpina Blu inizialmente per onorare il ricordo di questa amicizia. Poi mi sono resa conto che Volpina blu sono anche io, che Volpina Blu rappresenta il mio sogno puro di amore e di bontà.

Per me, blu è il colore dell’amore incondizionato e dell’infinito, blu è la coperta della luna, trapuntata di stelle, blu è l’amore che si veste di delicata tenerezza.

Questa non è che una storia di Volpina Blu, questa è la Storia raccontata da me.

Favola di Antonella Marinetti

Progettato, stampato, illustrato e rilegato da TheFlowerAndTheStar

theflowerandthestar@gmail.com

 

Un fiore prepotente

baobab

Da argilla desiderai farmi vaso

e raccogliere terra per una radice,

farsi vaso presuppone il fermarsi,

e io che avevo sempre avuto una naturale propensione per il viaggio,

mi fermai per diventare vaso.

Incontrai un fiore strappato

le radici nude, sofferenti,

ne ebbi compassione,

lo raccolsi, mi feci vaso per lui.

Il fiore si rianimò,

ed io presi ad amarlo di tenerezza,

a pensarlo curarlo e a coltivarlo,

ma ben presto egli si fece forte

ed ebbe il sopravvento su di me.

Infilò il suo fittone fin dentro al mio cuore,

vi si conficcò ben saldo,

ed iniziò a succhiare avido

via tutto il sangue,

prosciugò il mio cuore,

fece arido deserto dell’amore.

Infine il fiore prepotente ebbe abbastanza energia

per sradicarsi dal cuore che lo aveva accolto,

con tutta la terra insieme

riuscì a strappare via il cuore dal mio petto.

Il fiore crebbe divenne un albero,

come il baobab del piccolo principe,

tra le sue radici ben stretto

tenne il mio cuore macilento.

Non avevo più un cuore,

ero diventato sì un vaso,

un vaso vuoto,

senza terra,

senza storia,

senza tempo

senza viaggio.

Liebster Award grazie a Sarah Maria76

tagLe regole del gioco:

  1. Pubblicare il logo del Liebster award sul proprio blog. 
    2. Ringraziare il blogger che ti ha nominato e seguirlo 
    3. Rispondere alle sue 11 domande. 
    4. Nominare a tua volta altri 11 blogger con meno di 200 follower. 

5. Formulare altre nuove 11 domande per i tuoi blogger nominati. 
6. Informare i tuoi blogger della nomination.

Ringrazio e mi scuso con Sarah Maria di https://sarahmaria76.com/  per il ritardo delle mie risposte. Ci ho pensato su a lungo!

le mie risposte:

Qual è il post che ti è piaciuto di meno e/o che non hai sopportato scrivere? Perché? Perché poi lo hai scritto lo stesso?

Non c’è un post che non ho sopportato scrivere. Magari ci sono post che hanno preso più tempo di altri per uscire fuori di me.

A dire il vero forse questo, sono domande difficili se devo guardarmi dentro ed essere onesta con me stessa.

Descriviti con una citazione (film, poesie, libri, musica, va bene tutto).

“Si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è  invisibile agli occhi.”

Il commento più interessante che hai ricevuto sul tuo blog?

Tutti i commenti che ho ricevuto  sono preziosi perché mi offrono nuovi punti di vista su me stessa. Ringrazio tutti i miei gentili ospiti. Grazie a chi mi fa ridere, a chi mi accarezza, a chi mi commuove, o a chi mi costringe in qualche modo a ripensarmi. Grazie davvero di cuore.

eBook o libro cartaceo? E qual è l’ultimo che hai letto o stai leggendo?

Confesso. Sto leggendo pochissimi libri in questi ultimi anni… è come se avessi fatto il pieno ed ora è venuto il tempo per ioinviaggio.

Leggo qui i vostri articoli, i vostri pezzi di vita e di cuore. Grazie anche per questo.

Se dovessi scrivere un romanzo, cosa lo renderebbe diverso dalla miriade di altri romanzi pubblicati al giorno d’oggi?

Non ho desiderio di scrivere un best seller, vorrei soltanto trasmettere qualcosa di me, la mia verità di fiore imperfetto.

Qual è la frase o l’espressione che ti dà più fastidio?

La negazione dei sogni e della speranza.

Chi vedi quanto ti guardi allo specchio?

Vedo che il tempo è trascorso veloce, che mi sembra ieri che avevo 16 anni , che ora ne ho quasi 50 e che sono ad “un giro di boa” del mio viaggio e che alcune cose sono andate per sempre. Ho realizzato in ritardo che avrei desiderato avere un figlio e ora non è possibile. Ho amato molto una persona come un figlio ma la vita è  complicata…

La cosa che ti piace di più del tuo blog:

Viaggiare lontano con il pensiero e incontrare gli Altri

Il primo viso che ti viene in mente. Ora. Risposta secca.

Quello del Piccolo Principe. Quello di un figlio sognato.

Hai mai scritto qualcosa, qualche post, che sottintendeva tutto un altro significato?

No, non credo. Perlomeno non deliberatamente.

La tua parola preferita (che non è detto che sia l’intercalare usato più spesso).

Credo molto nel valore dell’inclusione e dell’Amicizia.

Domanda bonus: L’ultima volta che “la vita” ti ha sorpreso.

I miei genitori mi hanno sempre sorpreso più di qualsiasi altra persona.

Mia madre legge tutte le mie poesie e le trova belle. Già questo per me è davvero emozionante…

In particolare, dopo aver letto la mia poesia Figlio vorrei, mi ha scritto un messaggio dicendomi che l’avevo commossa e che ero riuscita a dire ciò che lei stessa prova per me e mio fratello anche se non sempre riesce ad esprimerlo.

Le mie domande a chi desidera partecipare sono le stesse , difficili, domande poste da Sarah Maria. Vediamo come ve la cavate!

 

 

Tag : i posti che…

viaggi tag

Un tag dedicato al tema dei viaggi, dei luoghi cari, dei posti importanti della nostra vita…

Ringrazio ehipenny di https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/03/24/tag-i-posti-che/ per la nomina di molti mesi fa, mi scuso per il ritardo ma la ringrazio ancora per avermi fatto un viaggio nella memoria e nei ricordi.

Le regole:

● Riportare la foto del Tag
● Citare l’ideatore del Tag: Neogrigio di https://unavitanonbasta.wordpress.com/
● Ringraziare il blogger che vi ha nominato
● Rispondere alle domande
● Nominare 10 blog amici, soprattutto chi ama viaggiare, e avvisarli sulla loro bacheca, o comunque sincerarsi che abbiano ricevuto la nomination
● Aggiungere tra i Tag “ I posti che Tag”
● Inoltrare le vostre risposte al creatore del Tag (sempre Neogrigio), nominandolo come undicesimo o inoltrandoglielo per altra via.
E’ importante specificare che per posto non si intende esclusivamente una città, è infatti possibile anche menzionare un monumento, una piazza, una vista, qualsiasi cosa che abbia suscitato un’emozione, e se si è indecisi anche più soggetti per risposta.
Il posto …

1 … che porti nel cuore

la Finlandia, il mio primo viaggio da sola, avevo 19 anni e andavo dalla mia amica di penna finlandese, un viaggio avvolto dai colori del sole di mezzanotte e dalla dolcezza di questa amicizia; la casa dei nonni dove trascorrevo gran parte della mia infanzia con riti e sapori e visi che non ci sono più…; il rumore che faceva la torta allo yogurt di mia nonna Maria nel thè; l’abbraccio dei miei genitori da piccola quando bastava per farmi sentire al sicuro da ogni cosa

2 … più divertente

le feste con gli amici in casa dei miei genitori con mio padre che raccontava storie tanto divertenti che tutti avevano le lacrime agli occhi… sono sicura che se ne ricordano ancora tutti quanti…;

le feste di Carnevale in famiglia con la nonna Maria che si vestiva da araba;

le feste con mio nonno che ci preparava delle sorprese sotto ai piatti;

e altre cose semplici come queste…

3 … più commovente

l’ospedale in cui ho conosciuto per la prima volta mio nipote appena nato… era bellissimo!!! Prenderlo in braccio e ammirarlo per la prima volta: un dono immenso !!!

4 … più deludente
sinceramente il mio posto di lavoro ma non intendo lamentarmi, quando ero giovane ero molto illusa, ora lo sono meno ma non per questo soffro meno… il posto di lavoro non è che in piccolo lo specchio del mondo in cui si vive e pertanto non può che essere deludente

5 … più sorprendente

il Brasile! Un viaggio tra mille colori e contraddizioni, tra un senso semplice e gioioso della vita e un non valore della vita umana, tra la gioia e la disperazione, tra i sorrisi e lacrime, tra la poesia e la natura…;

6 … più gustoso

la cucina di mia madre e i risotti di mio padre, il cibo è amore!
7 … che ti hanno lasciato un ricordo particolare

l’incontro con mio zio e mio cugino Gianmarco e ogni incontro che sia di vera amicizia e di autentica condivisione;

il viaggio insieme a A. de Saint Exupery a conoscere il piccolo principe;

un breve viaggio a Roma per incontrare una Stella;

8 … più romantico
è un segreto !

ma in genere tutti i luoghi in cui si sente l’Anima della natura e la Forza della Vita

9 … che vorresti rivedere
il paesino in cui io e la mia amica del cuore trascorremmo insieme alcuni giorni d’estate  della nostra adolescenza, ma è un luogo a cui non si può più tornare indietro come tanti altri della nostra vita, il paesino c’è ancora e noi siamo ancora ottime amiche ma non siamo più le ragazze di un tempo e ci sembra impossibile che il tempo sia passato così rapidamente…;

un paese che si chiama Amicizia in cui gli amici confidino l’uno nell’altro con sincerità e fiducia;

un paese di parole buone e gentili e di reale accoglienza;

un paese di Sogno e di Amore per la Vita…

10 … dove ti piacerebbe andare

dove mi porta il cuore… in  un mondo in cui gentilezza, pace, rispetto, accoglienza , uguaglianza e Amore trovino ampio spazio, un mondo in cui ogni persona possa essere libera di essere ciò che è, senza maschere, senza corazze, senza  io parto e riparto ancora una volta solo da me, da ioinviaggio.

 

Buon viaggio a tutti, liberi viaggiatori !

 

 

 

 

Sul partire

Ancora una volta e’ il momento di partire, di staccarsi, di lasciare le cose domestiche, i visi privati, gli affetti del nido, gli animali familiari, i docili pensieri, le consolidate abitudini… e partire staccarsi e lasciarsi andare al viaggio con nuovi occhi.

(foto di Skeeze da pixabay)

Camminare insieme nel viaggio della Vita, accogliendo l’Altro come l’Oltre

 

parachute-704416_1280Questa riflessione nasce dall’incontro di due viaggi, quello di Fausto e Phlomis, che si incontrano e si accolgono…

Per camminare insieme, o semplicemente fianco a fianco, nel VIAGGIO della vita – unico per ciascuno di noi – sarebbe bello riuscire davvero ad ACCOGLIERCI l’un l’altro. E per fare questo credo sia importante conoscersi meglio condividendo quello che abbiamo dentro.

Senza forzature, senza invasioni, senza presunzioni, senza pre-giudizi.

Potremmo accorciare le distanze tentando di accogliere – che è OLTRE al capire con la sola testa – l’ Altro.

La vita ci riserve sempre delle sorprese, a volte gradite, il più delle volte sgradite. Occorre imparare a valorizzare al massimo le sorprese belle e se possibile provare a capovolgere la nostra visione, e se le cose brutte che continuano a succedere, indipendentemente dall’impegno e dell’amore che vi poniamo, fossero piuttosto delle opportunità ?

Tutte le nostre esperienze servono a farci crescere in Umanità. La nostra e quella degli altri.

Non è questo forse il senso ultimo della nostra Vita?

Occorre entrare con delicatezza nella vita degli altri, in punta di piedi come davanti ad un mistero sacro, rispettando e amando quell’Oltre che sfugge alla nostra capacità di comprensione e che camminarsi incontro sia proprio questo un superamento dei pre-giudizi o della paura di ciò che non conosciamo. Non basta camminarsi incontro per arrivare ad incontrarsi, occorre scambiarsi qualcosa altrimenti è solo una bella conversazione.

Camminiamo insieme, a lato, con tenerezza e clemenza verso noi e gli altri, andando OLTRE…

(foto di Skeeze da pixabay)

Esci al largo di te….

above-736879_1280Io non riesco a concepire la mia vita se non con gli altri. E oggi a me servono gli altri su misura cosmica e planetaria, non mi basta chi mi sta intorno, un ruscelletto non mi disseta e allora mi butto in alto mare..

Esci al largo di te e troverai l’altro che rende possibile la pienezza di te, ma forse c’è una premessa: eliminare la paura.

Perché aver paura di non farcela ancora prima di mettersi in viaggio?

Fausto A. Marinetti

(da lettere di uno zio per una nipote)

(foto da Pixabay)

L’anima in viaggio

gerbere 44

Premessa: ho scritto questo post tempo fa, all’inizio di questa avventura di ioinviaggio.

Questo post racconta di un doppio sogno incrociato, una specie di premonizione forse. Racconta di quando la nostra anima si mette in viaggio prima ancora del nostro corpo e ci manda dei messaggi e dei messaggeri per dirci di seguirla.

 

Gennaio 2015

“La notte scorsa sono successe alcune cose tutte insieme o forse ho sognato, non lo so.

Io ero qui insieme a voi su Wp , preparavo un articolo e vi leggevo, e stavo qui come ogni sera nella mia cucina, con le spalle alla stufa a pellet, trascrivevo le lettere che mio zio Fausto mi scriveva tanti anni fa, nello stesso tempo mi sembrava di essere seduta tra le stelle insieme a lui, mentre una parte di me era in viaggio verso altre direzioni, e ancora una parte di me stava iniziando un nuovo viaggio…

e la mia anima deve avermi preceduto, da tempo mi supplicava di non tenerla più ferma in un parcheggio…

Dove ero veramente la notte scorsa?

La risposta me la diede l’indomani una mia collega, con la quale non ho frequenti conversazioni.

Era sorpresa, mi disse: “stanotte ti ho sognato, che strano!”

E io: “no, non è strano anche se mi vengono i brividi perchè sento che siamo tutti collegati gli uni agli altri e niente è per caso… ”

Io per prima le raccontai emozionata quello che era accaduto ieri sera e della nuova esperienza che avevo appena iniziato,  aprendo un blog…

Lei mi abbracciò e raccontò così , dopo avermi abbracciato stretta.

“Ho sognato che tu venivi in ufficio al lavoro per salutarmi. Mi hai detto che eri in procinto di partire per il Brasile e che non saresti più tornata indietro… ”

io le sorrisi… perché a lei non avevo mai parlato del Brasile, che è la mia passione, e di mio zio Fausto.

“Mi sei sembrata felice e avevi un dono per me. Un mazzolino di fiori molto semplice su cui spiccava una gerbera bianca!”

Il mio nick name è quello di una pianta ma il mio nome significa piccolo fiore !

Come poteva la mia collega conoscere queste cose di me se non fosse stata la mia anima ad anticiparmi?

Forse la mia anima era scappata dal ricovero prima che io me ne fossi resa conto.

Era già ioinviaggio… “

Non so cosa succederà, dove andrò, cosa farò, cosa diventerò, è che davvero iniziai allora un viaggio e sono ancora ioinviaggio, insieme a tutti voi…

Oggi è il viaggiatore che mi fa vivere

Oggi è il viaggiatore che mi fa vivere, se sono fatto su misura planetaria, se qualcuno mi ha messo dentro al cuore aspirazioni senza fine, se il mio pensiero non riposa mai devo trovare la maniera per alimentare la mia fame e la mia sete di conoscenza dei miei simili. Quando torno dall’immersione in apnea di un popolo con la sua storia cultura tradizioni io ne esco arricchito, altro che arricchito, mi sento un altro: come avessi ricomposto il mosaico di quel me che porto dentro e che vuole emergere come quando si sviluppa e si stampa la fotografia.

Io non riesco a concepire la mia vita se non con gli altri. E oggi a me servono gli altri su misura cosmica e planetaria, non mi basta chi mi sta intorno, un ruscelletto non mi disseta e allora mi butto in alto mare..

Esci al largo di te e troverai l’altro che rende possibile la pienezza di te, ma forse c’è una premessa: eliminare la paura. Perché aver paura di non farcela ancora prima di mettersi in viaggio?

A me succede il contrario: ho sempre voluto fare cose azzardate, cose che gli altri rifiutavano. E oggi, mi piacciono i sogni che gli altri hanno paura a sognare, anche se ho preso delle batoste e delle delusioni, ma non rimpiango nulla perché tutto è servito a fare di me quello che sono oggi: e so che devo accettarmi, volermi bene come sono al fine di fare di me ciò che sogno.

Fausto A. Marinetti

(da lettere di uno zio per una nipote)

 

 

 

Buonanotte che è ioinviaggio (per una madre)

fiori4

Buonanotte che è ioinviaggio.

16 agosto 2015

Buonanotte anche se so che non dormirai,

anche se so che non dormirò

buon viaggio per domani

e il mio pensiero ti accompagnerà,

io sarò il piccolo sbuffo di nuvola nel cielo

che ti seguirà,

o la coccinella su un fiore,

il tuo splendido fiore,

il mio piccolo fiore:

ogni tuo sorriso io sorriderò,

ogni tuo sorriso sarà il mio,

ogni tua lacrima io asciugherò

e ne farò un diamante

per la mia collana di ossidiana nera,

ogni tua emozione sarà la cascata

a cui attingerò acqua purissima

per innaffiare il mio giardino,

ogni tuo ricordo sarà un geode prezioso

che conserverò con cura e ne farò poesia,

buonanotte anche se so che non dormirai

buonanotte anche se so che non dormirò,

buonanotte di quieta veglia,

buonanotte di chiaro sonno,

buonanotte come una luce accesa alla finestra

che mai si spegne,

buonanotte che è già quasi il tuo viaggio,

buonanotte che è ioinviaggio.

Primo Liebster Award


Sono stata nominata per questo award da http://lapulcionavagabonda.wordpress.com/ che ringrazio

A seconda da quale punto di vista si guarda questa situazione può apparire divertente oppure angosciante.

Domenica scorsa torno a casa da un lungo viaggio in auto di 1300 Km di quasi 15 ore, come mio solito appena arrivo a casa disfo la valigia e separo ogni cosa e metto in funzione due o tre lavatrici, poi risistemo la borsa perché il giorno dopo si torna subito al lavoro, cosa abbastanza angosciante di per sé…

…. senonché LaPulcionavagabonda  mi scrive che mi ha nominato per questo award, che io ignoravo, in una notte torbida e accaldata senza condizionatore ma soltanto con un misero ventilatore.

E la scena mi è apparsa inquietante e mi è venuto da pensare che cara la mia pulciona che ha pensato a me, sinceramente,  ma dall’altro me la figuravo nella notte che non riusciva a dormire e che le ero venuta in mente io:

che fossi io la causa della sua insonnia ? per qualche racconto scritto male?, che questa fosse una sorta di vendetta in un piatto che si serve freddo nella calura opprimente?

Oh mamma mia e ora che faccio? E’ stato il mio primo pensiero.

Devo rispondere a 10 domande cosa non facile e cosa ancora più ardua nominare altri 10 blogger, mamma mia ma chi ha il fegato per farlo?

Comunque mi armo di coraggio, accendo il ventilatore, mi preparo una bollente tisana rilassante per predisporre l’animo e seguo le regole.

  1. Usare l’immagine: facile.
  2. Rispondere alle 10 domande: mediamente difficile.
  3. Nominare altri 10 dieci blog e avvisarli ovviamente: difficile a causa della mia riservatezza.
  4. Porre 10 domande a questi blogger: difficilissimo!

Ringrazio lapulcionavagabonda, di certo non me lo aspettavo questo compito in classe dopo 15 ore d’auto e 1300 km e la ripresa traumatica al lavoro, non c’è neppure la mia collega, aiuto !

Dunque procedo con ordine:


Ecco le domande di http://lapulcionavagabonda.wordpress.com/

1^: Quale è la stagione che più tira fuori l’ottimismo che è in te?

Non esistono più le stagioni di una volta! Tuttavia rispondo la primavera, che tenerezza quelle foglioline appena nate e i rami secchi che parevano morti che gemmano.

2^: Meglio un libro o una bella rivista stile novella 2000?

Il maestro e Margherita è sia un bel libro tenebroso che una rivista stile novella 2000 con colpi di scena inaspettati e molto gossip.

3^: Mare, montagna, lago, collina o una bella pianura lussureggiante?

Attualmente una bella pianura senza porte e senza mine su cui saltare per aria.

4^: Beatles o Rolling Stones?

Meglio Gianni Morandi!

C’era un ragazzo
che come me
amava i Beatles e i Rolling Stones

girava il mondo
veniva da gli Stati Uniti d’America

Non era bello
ma accanto a sé
aveva mille donne se
cantava Help, Ticket to Ride,
o Lady Jane, o Yesterday,
cantava viva la Libertà
ma ricevette una lettera
La sua chitarra mi regalò
fu richiamato in America
Stop ! Coi Rolling Stones !
Stop ! Coi Beatles stop !
M’han detto “va nel Viet-nam
E spara ai Viet-cong”
tatatatatatatatata…………

Quante cose in questa canzone leggera…

5^: Se fossi un personaggio dei secoli passati, chi saresti?

Vorrei trovarmi nell’età della pietra per quanto l’idea sia terrificante e vorrei essere la prima donna che inizia ad addomesticare il primo Gatto o meglio vorrei essere la prima donna con la quale il gatto preistorico decide di venire in contatto.

6^:  Se dovessi preferire uno stile teatrale, semplificando fra i vari generi e sotto generi, cosa preferiresti fra Dramma, Farsa, Commedia e Tragedia?

Sono affascinata dai colpi di scena inaspettati, dall’illusionismo, dalla magia.

7^:  Se tornassi indietro nel tempo e avessi la possibilità di cambiare qualcosa nella tua vita come anche di rimediare a ciò che nel poi è diventato un rimorso od un rimpianto, cosa faresti?

Non lo so.

Mi gioco il jolly di una citazione di A. Einstein

Continua a piantare i tuoi semi perchè non saprai mai quali cresceranno, forse lo faranno tutti .

8^: Impulsività o razionalità nutrita di calma ponderata?

Bisognerebbe essere capaci di dosarle nel modo giusto, l’impulsività da sola può essere pericolosa così come la razionalità che spesso ti fa commettere errori perchè si rischia di prendere decisioni ponderate ma senza il fremito dell’emozione.

9^: Vivresti oggi senza il telefonino ed internet?

Spesso ne faccio a meno ma ora sono necessari per gestire il blog anche se credo che la telepatia sia la cosa migliore, mi sto esercitando in questo.

10^: Quanto hai trovato inutili ed idiote le mie domande da 1 a 10?

Mai dare niente per scontato!


Le risposte sono andate abbastanza bene ma sono solo a metà dei compiti per le vacanze!!!

Nominare altri blog?!

Vi prego di perdonarmi 🙂

Beccatevi questi:

https://hybris87.wordpress.com/

https://vocisparse.wordpress.com/

http://mariangelatardito.wordpress.com/

http://max510.com/

https://ilmiokiver.wordpress.com/

http://untrenoallalba.wordpress.com/

http://correzionidirotta.wordpress.com/

https://tuttogermania.wordpress.com/

https://giornilune.wordpress.com/

https://sguardiepercorsi.wordpress.com/


porre 10 nuove originali domande ecco qui la cosa si fa difficile ma terribilmente difficile.

Ma eccole qua:

1) Se foste un albero o pianta o fiore cosa vorreste essere?

2) Cosa vedete nelle nuvole?

3) Come definite l’amicizia?

4) A parte scrivere qual è la vostra ossessione o compulsione?

5) Come nascono le parole dentro di voi?

6) Cosa pensate di dare di voi al Mondo?

7) Cosa vi fa sorridere?

8) Capite il senso delle poesie o non le capite ma vi piacciono ugualmente?

9) Avete un posto in cui trovate sicuro rifugio quando la realtà vi delude?

10) Dove vorreste essere in questo momento?


Ora respirate, respirate… e poi rispondete con calma, prendendovi tutto il tempo che vi serve se volete.

Grazie infinite per la pazienza, eh ci vuole pazienza…

Con stima e rispetto di ogni lettore e blogger

Phlomis68

Io resto.

Riprendo il mio viaggio

piano piano

Nuova

consapevolezza di me.

Nuove scoperte o solite conferme?

entrambe

È stato utile o inutile?

Entrambi

E’ stato facile o difficile?

Entrambi

non posso

fermarmi qui,

io sono nata

per gli spazi aperti e luminosi

resto affamata della vita,

resto innamorata del mondo,

non posso impedirmi

di vivere,

non posso sapere o

preventivare

ciò che troverò

Mi sono fermata qui per capire

ma si deve fare tutto da soli

Io resto

diversa anche tra i diversi

io resto

dissimile anche tra i miei simili

io resto

sola anche tra i soli

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