Vuoto

Poi si torna lentamente e amaramente alla realtà…

non ci si vorrebbe mai svegliare da un sogno

che ci ha tenuti vivi a noi stessi

poi ci si accorge che era solo un sogno

e lentamente si ritorna al vuoto,

è un vuoto amaro,

è ciò sopravvive al sogno

e ciò che resta di tanti pensieri nel vento

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Fragile argilla

 

clay-690404_1280

Ho fatto il calco del mio cuore

modellando fresca argilla

per frenarne i battiti

e  tenere sottovuoto le emozioni,

ne ho ricoperto il cuore,

si è sfaldata

tenera argilla,

fragile costruzione,

nel vuoto di te

(foto di Unsplash da pixabay)

Tre vuoti

La mia vita è fatta di tre vuoti :

un vuoto nel grembo,

un vuoto nel cuore,

un vuoto nella mente,

se ho perso te
cosa farò di questo amore
che resterà, e crescerà
anche se tu non ci sarai

Se ho perso te

conserverò

un sogno da cullare,

un sogno da amare

un sogno da pensare

e poi scoppia nel cuore questa canzone nella tenera versione di Mango

Niente è come appare ( F.Battiato)

 

Dal balcone ammiravo il vuoto che ogni tanto un passante riempiva….

è stato solo un presentimento ti voglio ricordare che

Niente è come sembra niente è come appare

perché niente è reale

Franco Battiato

Tu mi dicesti addio.

phlomis

Mi dicesti addio.

Per due volte mi dicesti addio,
a me, proprio a me,
dapprima restai
sorpresa
attonita
senza fiato,
senza poterci credere,
poi iniziai a precipitare,
a precipitare, precipitare
in un vuoto senza fondo,
buio
freddo
oscuro
disperato
e vuoto.
Dicesti addio a me,
perché proprio a me, non so,
addio
secco
perentorio
crudele,
mi dicesti addio,
tu che non dici mai addio,
tu che temi la fine delle cose,
tu mi dicesti addio,
io mai te lo avrei detto,
mai te lo direi,
perché addio non si dice,
perché è vietato
dire addio
anche quando si sigilla
a fuoco la lastra di zinco,
tu mi dicesti addio
il perché non potei capirlo
né comprenderlo
né accettarlo
te lo domandai nuovamente
se davvero era un addio,
se era ciò che tu volevi
Addio, fu la tua risposta
freddamente
violentemente
recidendomi
strappandomi via come
una radice di una pianta inutile,
come una Phlomis Eduard Bowls,
dal fiore giallo secco sul lungo stelo
che resiste al vento e alla siccità.
Che male ti avevo fatto
se ti avevo detto che ti volevo bene!
Che male mi facesti !
Perché io e te stavamo correndo
sul filo di un’autostrada
all’unisono
e io non distinguevo più i miei pensieri dai tuoi,
e tu apristi il finestrino dell’auto
e mi scaraventasti
sull’asfalto
proseguendo la tua corsa, da solo:
il mio fragile pacco
si infranse
in pezzettini di un inutile puzzle…
io rimasi sulla strada
a guardare i pezzettini,
ed erano i miei pezzettini,
sparpagliati a terra,
in frantumi,
scomposti
inerti
inutili.
Ti avevo detto che ti volevo bene.
Volevo dimenticarti
e non riuscivo ad odiarti.
Se il giorno riuscivo qualche istante
a non pensare a te,
la notte tu tornavi,
il pensiero di te ritornava,
ed io lo stringevo a me,
lo tenevo stretto sul cuore,
lo cullavo tra le mie braccia,
lo consolavo,
lo perdonavo,
gli cantavo poesie,
gli accendevo stelle,
gli dicevo quelle parole
che tu non volevi
e per quali mi dicesti addio.

mai un istante

P1180671Vorrei dirti che per me sei importante

vorrei stringerti la mano

e non lasciarti più andare

Vorrei scivolare con te

nella quiete blu

di un mare di luna piena

vorrei che la luna

scompigliasse i tuoi capelli

come riccioli di pensieri

vorrei che tu fossi un mago e

potessi fermare un istante eterno

per osservare insieme le stelle.

Ma  se  tu all’improvviso

oscurassi l’universo

io precipiterei in un vuoto di stelle

ma mai un istante

smetterei di volerti bene.

 

 

Forse solo il vento tra i rami spezzati?

Visioni lontane e antiche voci, forse solo il vento tra i rami spezzati?

un tuono o un lampo che sfugge alla ragione o forse solo silenzio?

Un richiudersi di onde un riflusso di vibrazioni un ritorno di echi,

forse solo il vento tra i rami spezzati?

Come la luna che sale nel cielo cambiando colore senza far rumore.

L’attesa vuota di lancette infrante, forse chissà… eppure :

sento una voce dolce e lontana, canta e seduce di vie sconosciute nell’oscurità

e io non so, forse solo il vento tra i rami spezzati?

Suoni nel cielo acceso di stelle morte, sono solo in un mare di ermetico silenzio.

La mia nave appare lontana, viene incontro a me infrangendo l’ azzurro,

cielo o mare non so, leggermente sfiorandomi un profumo mi colpisce l’occhio destro

rimbalza sul sinistro e infine penetra al centro :

suoni voci visioni o forse sogni, il respiro si affanna, poi tutto si calma :

chiudo gli occhi e mi sveglio:

Il mio corpo è sospeso tra suoni colori che mai avevo sentito, tra profumi inascoltati nella memoria del passato, curiosamente guardo il mio corpo fluttuare, cambio forma e struttura, l’azzurro si accende di blu, e io sprofondo :

Raggi onde vibrazioni mi attraversano, danzo come un ramo spezzato nel vento,

muto scaglie di colore e sfumature infinite, mi immergo in un non dove e in un non sono,

continuo a roteare e a girare in un movimento uniforme circolare come foglie nel vento nei marciapiedi d’autunno, costante monotono e in progressione

Sto vorticando attratto in un vortice di luce, luce dolce trasparente impalpabile immaginaria,

forse il traslucere del sole tra i rami?

Mi vengono incontro infinite molecole, particelle di polvere, frammenti di voci e colore, gocce di profumo, ogni cosa sembra convergere in una musica sconosciuta antica tonda uguale continua :

Il cerchio gira emettendo una luce che cresce assorbendo in sé in un vortice ossessivo tutta la notte e le tenebre,

forse il pianto di un ramo spezzato dal vento?

una danza infinita senza una fine, senza un inizio; un vortice senza fondo; un’anima e un vuoto; infiniti raggi di luce:

Tutto conduce al cerchio della luce trasparente : infine io vi entro o è lui ad entrare in me:

una scintilla: la materia corrotta del mio corpo si frantuma e si disperde nel pulviscolo

tutto il buio che porto dentro al vuoto dell’anima si annulla e resta luce.

o forse solo il vento tra i rami spezzati?

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